08.2011 – Disperato, erotico, rap. Intervista a Dargen D’Amico.

La seguente intervista è stata realizzata dai ragazzi della redazione di Love&Sound, portale musicale nuovo e assai fresco made in Modena. Sono amici nostri, quindi supportateli: www.loveandsound.it !

Dargen D’amico è sulle scene da un decennio, è considerato un bagliore di luce e di poesia nel mondo del rap italiano, si autodefinisce “cantautorep” ed è stato segnalato da numerosi artisti per la sua capacità di infilare rime e non essere mai banale nei contenuti. Il 2010 è stato un anno particolarmente proficuo per lui, ma leggendo la sua intervista potete stare sicuri che anche in questo 2011 non mancheranno sorprese:

Come mai nel 2010 hai scelto di pubblicare due album distinti D 1 e D 2? Pensi ci sia un’unica chiave di lettura per questi brani, o meglio, un unico filo conduttore?

DARGEN: Li ho pubblicati nel 2010 perché ancora non so fermare il tempo, altrimenti sarebbe stato piacevole pubblicarli nel 1970. C’è il filo conduttore emozional-depresso che tanto mi si confà. Dal primo di aprile le due parti di D’ saranno disponibili in un unico cd, intitolato appunto CD’, trovate tutte le informazioni su www.dargendamico.it 

C’è un argomento per cui le rime ti vengono particolarmente bene?

DARGEN: L’amore appunto verso persone che sono anche cose. La spontaneità è soprattutto una scelta: di scrivere a ruota libera. Nella vita di tutti i giorni però la spontaneità è soprattutto un male, perché spesso si porta dietro ore di logorrea, persone già poco attraenti in silenzio figuriamoci quando parlano.

Considerando il tuo slancio poetico, che spesso mette in luce la tua spiccata capacità di analisi, e l’uso che fai dell’ironia: cosa significa per te essere rapper in Italia, oggi?

DARGEN: Lo slancio poetico non è una prerogativa solo del rap, certo il rapper concentra sulla parola gran parte del lavoro ed è lì che spesso succede la magia. In realtà altrettanto importante è il ritmo, spesso nei dischi americani la magia stia tutta lì. Per me non significa nulla essere un rapper in Italia, significa invece qualcosa scrivere canzoni, cercare di trovare un senso facendo dei dischi.

Cosa ha ispirato te e Nic Sarno a pubblicare Balerasteppin?

DARGEN: L’amore per l’elettronica e per la canzone italiana. L’idea era appunto chiudere i due generi in una stanza spoglia così che si amassero liberamente.

Quale tra le tue canzoni ti rappresenta di più?

DARGEN: Nessuna, forse la somma di tutte ma dubito. Se mi sentissi rappresentato mi spaventerei, non avrei più nulla da dire né da nascondere.

Hai collaborato con i Crookers, Fabri Fibra, Two Fingerz e molti altri, ma c’è qualche altro artista o gruppo con cui ti piacerebbe confrontarti?

DARGEN: Con Rihanna, e durante il sonno è già successo.

Per concludere lanciamo una provocazione… Lucio Dalla afferma che il rap italiano è inutile e demenziale, tu come gli rispondi? ( magari in rima…!!)

DARGEN: In rima gli risponderei “Cacciamo il rap italiano e teniamoci il caimano” che è anche, guarda caso, una delle rime migliori che ho scritto nell’ultima settimana. Non credo che il rap abbia comunque bisogno di essere difeso, nel resto del mondo è il genere giovanile padrone, parlo degli ultimi dieci anni, e in Italia Fabri Fibra, appunto, con brani come In Italia ha fatto altrettanto ed è sempre altissimo in classifica. Jovanotti ogni tanto qualche strofa incistata la caccia. Io poi non sono un sostenitore del rap, lo faccio perché non so cantare e in privato venero Dalla, credo che detto da lui anche un insulto mi suonerebbe come miele. Ho recentemente commentato sul mio blog ( http://dargendamico.it/mondo/disperato-erotico-rap/ ) la sua tranciata, che però risale a una diecina di anni fa, nel frattempo potrebbe aver cambiato idea e anche in caso contrario per me ha sempre ragione stabile.

 

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