Get N-E-K-E-D

foto: Emiliano Rinaldi

La ragazza bolognese cautamente evitata per mesi e mesi e incontrata all’uscita del teatro esordisce con un violento: “Ma ziaao! Non sai che bello spettacolo ho appena visto!” Io deglutisco, la guardo per capire se scherza (pare non scherzi) e rispondo: “Eh sì, c’ero anche io.”

Sono uscita dalla sala da dieci minuti e non riesco a togliermi dalla testa quell’accozzaglia di corpi nudi che, seppur riuniti di propria sponte e per un motivo assolutamente faceto, non possono che richiamare alla mente immagini terribili della nostra storia. Lo spettacolo in questione non era un spettacolo, bensì un evento organizzato da un asiatico vestito da donna in cui la gente era chiamata a fare lo spelling di parole impossibili senza errori, pena il denudamento.

Inutile dire che nessuno degli iscritti aveva la minima intenzione di provare a imbroccare una parola. Tutti erano lì per mostrarsi come mamma li ha fatti, e noi (non chiedetemi perché) eravamo lì per guardarli.

Tra la varia umanità presente in scena, una serie di personaggi degni di nota.

Un’attrice piuttosto in carne (“just a regular fattie”, a suo dire) che tra una sessione e l’altra non si rivestiva nemmeno per andare a fumare, concedendo ai gentili spettatori un prolungato spettacolo di quello che fuoriusciva dal suo reggiseno e dalla sua minigonna giro-vagina.

Una coppia di habitué, lei super agitata e lui super musone, ma si vedeva che non era la prima volta per entrambi. Amore mio, se mostro il sedere a tutti non vuol dire che non ti amo.

Un professore settantenne che faceva battute troppo ricercate e nonostante avesse azzeccato lo spelling della sua ultima parola ha voluto spogliarsi lo stesso e si è messo a zampettare lasciandoci presagire cosa ne sarà di noi tra una cinquantina di anni (pensavo peggio).

Il capitano della squadra di Quidditch dell’università McGill. Sì, giocano a cavallo delle scope. No, non volano.

Un amico del capitano vestito da bagnino e decisamente ebbro.

Un ingegnere indiano giovane giovane e piuttosto rachitico.

Una barista lolita che fingeva imbarazzo per poi esibirsi in uno spogliarello con spaccata degno delle professioniste più navigate.

Un tizio silenzioso che non sorrideva mai, faccia da maniaco, un paio di ordinanze restrittive all’attivo.

Due ballerine di burlesque americane in città per promuovere il loro prossimo show.

I tre finalisti, una ballerina di burlesque, il professore e il maniaco, sono stati invitati a esibirsi in una performance di air sex (presente l’air guitar, no?) sulle note di un sensualissimo Marvin Gaye.

Pure io, che non sono una puritana, ho dovuto coprirmi gli occhi. Se ci penso, ancora rabbrividisco.

 

N.d.A. avevo scritto ingeNIEre, ho proceduto alla rimozione di un’adeguata quantità di indumenti.

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