10.2011 – I sogni non lasciano profumi addosso

R: Il Rasoio
A: Fabio Baldoni
Immagine di Fatomale
Un vestito rosso, per ricordarsi che l’amore esiste. Da qualche parte.
Ti ho incontrata per caso, anche se il caso è una coincidenza che vogliamo per forza vedere nei fatti di ogni giorno. Non parlavi di te ma volevi sapere tutto del mio passato. Ascoltavi rapita le mie parole, masticando lenta la pizza che forse nemmeno volevi. Provavo a non fissare i tuoi occhi, inutilmente. Avevo paura che capissi quanto mi sentivo fuori posto lì con te. Troppo bella. No. Troppo viva. No, nemmeno quello. Troppo in troppe cose. Che non sapevo esprimere a parole.
“Guardi tutte così?”.
“Ora non sono con tutte”.
“Non scherzare, parlo sul serio”.
“Anche io”.
Ti ho rubato un sorriso. Con una menzogna, lo so, ma ne è valsa la pena.

La verità è uno sbaglio senza voce.
Nonostante la timidezza sono riuscito a portarti a casa mia. Un bicchiere di vino per sciogliere gli ultimi nodi nella mia gola.
“Sembra che tu voglia farmi ubriacare”.
“Quando si conoscono i propri limiti si cerca di superarli con ogni mezzo possibile”.
Ancora un sorriso. Ma stavolta nessuna menzogna, purtroppo.
“Non sembri sorpresa della piega che ha preso questa serata”.
Per la prima volta sei senza parole: mi sa che ho rovinato tutto.
“Tu sei solo uno sbaglio in più in una vita piena di sbagli”.
“Non ti capisco”.
“Io invece sì. Per questo non ho bisogno di farti domande”.

L’amore è una scommessa persa in partenza.
“Si vede da come mi accarezzi che è tanto che non stai con una donna”.
“Perché?”
“Perché sei troppo dolce”.
“E ti dispiace?”
“Non è questo il punto”.
“Qual’é il punto?”
“Quando è stata l’ultima volta che hai fatto l’amore?”
“L’amore?”.
“Sì, l’amore. Non ti ho chiesto l’ultima volta che hai scopato”.
“Due anni fa”.
“E perché? Non dirmi che non hai trovato nessuno”.
“Non ho trovato nessuna per cui ne valesse la pena”.
“Stronzate”.
“É vero”.
“No, sei troppo perfezionista”.
“Perfezionista?”
“Sì. Cerchi la perfezione e così non riesci a cogliere le occasioni”.
“Non credo”.
“Ricorda che non è tutto o bianco o nero. Il mondo è fatto di sfumature e dobbiamo riuscire a scorgerle dietro alle ombre e ai sorrisi”.

La felicità mi spaventa ma dopo un po’ passa. No, non la paura.
“Dimmi come ti chiami”.
“Lo sai, perché lo chiedi?”.
“Perché non riesco a credere a nulla di questa serata”.
“Troppo perfetta?”.
“Troppo facile”.
“Così mi offendi”.
“Sai che non lo farei mai”.
Un altro sorriso. Stavolta sei tu a mentire.
“Te l’ho già detto: Natalia”.
“Il tuo vero nome”.
“Natalia”.
“Dai”.
“Ma che ti cambia?”.
“Voglio dire il tuo vero nome mentre vengo”.
“Quando verrai non ti ricorderai nemmeno il tuo, di nome”.

La dolcezza dell’addio.
“Hai ancora paura?”.
“Ne avrò sempre”.
“Eppure ne vale la pena”.
“Perché?”.
“Per momenti come questo”.

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