[Bianco & Nero] Il panda dell’editoria

R: Sottobosco
A: Davide Rocco Capalbo

Da fini osservatori dell’ambiente attenti alla salvaguardia della biodiversità quali noi siamo, abbiamo notato alcune significative analogie tra le riviste indipendenti e i Panda, che ci inducono a pensare che dovrebbero anch’esse essere incluse tra le specie protette, o quanto meno che sia contemplabile l’idea di fare del simpatico orsetto bianco e nero il nostro simbolo (se il WWF ce lo concede). Lo diciamo senza voler far girare voci d’allarme infondate sul rischio di estinzione delle riviste indipendenti, per carità.

Alimentazione
Come tutti sanno i Panda si nutrono di bambù, ma quello che molti ignorano è quanto mangiano: la loro dieta è di 38 chili di germogli al giorno, vale a dire il 45% del loro peso corporeo. Come se una giovane giornalista indipendente del peso di 50 kg mangiasse 22,5 kg di cibo al giorno, per intenderci. Sulle riviste indipendenti non abbiamo dati altrettanto certi di quelli che Wikipedia ci dà sui Panda, e di certo non esistono giovani giornaliste che si nutrono come quella dell’esempio; però ciò non significa che qualche dato non ce le abbiamo: le riviste indipendenti, al di là di qualsiasi distinzione tematica, periodica, politica e così via, hanno una dieta altrettanto monotona di quella del Panda. Mentre le riviste che fanno capo a un editore più o meno grosso ‒ e tra queste ci sono anche tante riviste “alternative” che spesso vengono confuse con le riviste indipendenti ‒ hanno una dieta più variegata, a base di finanziamenti statali, cospicui sponsor, contributi di partito, marchette o altro, le riviste indipendenti non possono quasi mai permettersi neanche di pretendere il prezzo di copertina: si nutrono solo di lettori, e la stima che il loro numero corrisponda a circa il 45% del numero dei componenti della redazione è a occhio e croce abbastanza realistica.

Riproduzione
Come il tasso di natalità del Panda gigante, molto basso è anche quello delle riviste. È raro trovarne di settimanali, molto più facile che siano mensili o bimestrali ‒ discorso a parte va fatto per le riviste online, che comunque è raro che vengano aggiornate con costanza. I redattori, come le femmine di Panda, si occupano di un solo numero per volta. Così come la femmina di Panda quando partorisce due gemelli ne alleva solo uno, così le riviste indipendenti sono incapaci di pianificare le uscite oltre quella in scadenza.
Lo svezzamento di una rivista ‒ vale a dire il periodo che passa tra la sua nascita e il momento in cui vengono affidate delle responsabilità a un redattore che non faceva parte del nucleo fondatore ‒è anche in questo caso analoga a quella del Panda: 9 mesi. Ma, come le mamme Panda, anche i fondatori delle riviste continuano ad accompagnare i giovani redattori fino ai 18 mesi della rivista, durante i quali i redattori imparano a procurarsi le notizie e come sfuggire ai predatori.
L’unica differenza con i Panda è che questi tra il 4° e il 6° anno di vita raggiungono la maturità sessuale, mentre le riviste indipendenti a quell’età sono già quasi tutte morte.

Estinzione
Al mondo si stima che allo stato naturale ci siano solamente 1600 esemplari di Panda, decimati dall’impoverimento del loro habitat naturale e dal bassissimo tasso di natalità. Anche l’habitat delle riviste indipendenti si impoverisce continuamente, ed è per questo che pensiamo che vadano salvaguardate. I lettori, infatti, di cui le riviste si nutrono, potrebbero un giorno scarseggiare e le riviste potrebbero fare la fine dei Panda, che a causa del degrado e della deforestazione, non possono più spostarsi di foresta in foresta alla ricerca di bambù. L’opera di omologazione culturale delle grandi testate mainstream sta modificando in maniera devastante l’habitat delle riviste, rendendo loro molto difficile muoversi negli spazi culturali alla ricerca di lettori freschi.

Curiosità
Le riviste indipendenti sono quasi tutte in bianco e nero come i Panda.

More from giacomo vincenzi

Cosa vedono gli studenti?

Il mio modesto parere riguardo al ddl Gelmini, al suo iter parlamentare...
Read More

1 Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *