10.2011 – Parigi non sarà mai la stessa

R: GenerAzione Rivista
A: Diana Osti

Che cosa amiamo del bianco e nero?
//Gli elementi// striscianti sotto gli stipiti e le mensole
dentro la furia dei capelli dentro la cavità delle
tempie, //sassi// immortalati delineano un percorso.
Forse che credevo di vederti morta e invece
era solo una visione distorta. Amiamo
i nostri occhi attraverso il tempo che ci riportano
ai fantasmi dei nonni sbarcati in America
e a quelli negli appartamenti in affitto a
///Mirafiori//. Senza segreti, solo la versione simbolica
dei colori.

E se invece sono bianchi e neri,
ecco che inscenano teatri veri. Gli //scacchi//
di un pavimento percorso ad occhi chiusi
le //mani// che si intrecciano in una consuetudine,
odori appesi e strade senza un rumore,
città //chiuse//, rapite dal tempo che di notte
risparmia le sue energie sbattendo i cancelli
dei quartieri strani. Una stanza d’albergo
gioca con lo specchio e un vaso di //gerani//.
Parigi non sarà mai la stessa.

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