Per Massi.

 

di Mirko Roglia

Massimiliano Chiamenti ci ha lasciati il 3 settembre 2011 all’età di quarantaquattro anni. Tutti noi serbiamo i ricordi legati alla sua persona, che molti a Bologna hanno avuto il privilegio di conoscere. Oltre a tutto ciò, di lui resta la vasta produzione artistico-letteraria, che spazia dagli interventi di filologia romanza e dantesca alle performance del primo e dell’ultimo periodo. Chiamenti ha avuto molti padri e da ognuno di loro ha saputo trarre un’essenza senza divenirne schiavo; ha attraversato e rappresentato le tendenze e le sensibilità artistiche dell’ultimo trentennio, immergendosi totalmente in esperienze disparate e arrivando a riconoscersi in categorie assai dissimili ma, ciononostante, è sempre riuscito a mantenere una propria voce, riconoscibile e distinta, non solo in letteratura ma soprattutto nella vita. Ha scelto infatti la strada più pericolosa per compiere il mestiere di poeta, che forse è anche la più alta, cioè l’incarnazione della poesia in sé stesso, senza sconti né gradualità. Ha vissuto una vita estrema, segnata da polarità irrisolte e stravaganti cambi di pelle ma il suo sguardo è rimasto sempre quello, lo sguardo di un bambino che si affaccia per la prima volta dalla finestra e scruta il mondo, deciso a viverlo fino in fondo, per esserne testimone. Soprattutto Chiamenti non ha mai acconsentito a barattare la sua esistenza di poeta per nulla e per nessuno. Lo ricordiamo con una delle sue ultime poesie, tratta dall’opera inedita “di & con daniele”.

 

 

 

canto ventitreesimo

 

siamo salvi zia marta e zio fabio

ci danno soldi per uscire dalla merda

e magari si sono fatti anche due ghigne al telefono

“e poi sono le sei”

il che vuol dire che daniel farà in tempo

per andare da antoine88 a fargli un massage no sex

e raggranellare

per poi andare al depot stanotte

è proprio vero c’è più gusto

a mangiare la frutta rubata

che quella comprata al supermarket

grande siamo salvi!

e la mail mandata al professor anthony oldcorn

ci procurerà altro argento

evviva: viva antoine!

viva fabiò!

viva martà!

viva tonì!

 

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