Quattroeventi (invettiva contro i macellai)

Stamattina mi sono ricordata perché non vado mai dal macellaio. Perché preferisco comprare la carne con già sopra la sua bella etichetta che dice che, dai, ce la possiamo permettere una bistecchina oggi.

Bene di lusso, la fettina di manzo, derivata da quello che wikipedia mi dice essere un animale piuttosto comune e per niente sacro in questa parte di mondo. Cioè non volevo mica una fetta di zebra, ecco, e l’antilope è fuori stagione.

Ma passiamo ai fatti. Stamattina, munita di sacchetto riutilizzabile ecofriendly, sono andata al mercato. Oh che bello il mercato! Il genere di posto in cui penso sempre che la gente comincerà da un momento all’altro a cantare in coro in un musical improvvisato e un bel venditore ambulante mi prenderà per la mano coinvolgendomi in una danza sfrenata di cui io ovviamente conoscerò i passi…

Ok, ok. I fatti. Al mercato compro un chilo di zucca, uno di mele, mezzo chilo di pomodorini, un limone, un broccolo, due cipolle, mezzo pane pugliese e un pezzo di zenzero per i miei esperimenti di cucina etnico-curativa. Il tutto per qualcosa tipo 7 euro. Clap clap. Cibo per almeno quattro giorni.

Per quanto riguarda prodotti elaborati e latticini sono a posto, quindi mi dico che potrei togliermi la voglia di una bistecchina rossa, che sono appena stata malata e mi devo tirare un po’ su. Mi guardo un po’ intorno. Dei prezzi esposti capisco poco, ma mi dico che vorrei spendere intorno ai due euro. Mi sembra ragionevole.

Scelgo un macellaio con una faccia simpatica, ora impressa in eterno nel mio schedario delle persone da evitare, e gli chiedo una bistecca di manzo. Non dico filetto, non dico nemmeno controfiletto, tagli borghesi e altisonanti. Addirittura, gli dico di farla un po’ più spessa, crepi l’avarizia. Risultato: quattroeuroeventi per duecentoventidue grammi di carne.

Io non me ne intendo, magari è anche poco, ma mi è venuto da piangere. Budget sfondato, giornata rovinata. E non potevo nemmeno abbandonare il cartoccio nella corsia dei detersivi e ripiegare sulla classica peperonata con il bulgur.

Ho pagato e sono uscita facendo le seguenti considerazioni. Con quella cifra, mi ci compravo 5 chili di zucca. Con quella cifra, mi ci compravo quella camicetta in saldo e magari rimorchiavo pure. Con quella cifra, mi ci facevo almeno quattro cicchetti per dimenticare che, in questo paese, di questi tempi,  le proteine sono un lusso.

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