Dagli al Presidente

Immagini e commenti impietosi in occasione della morte di Oscar Luigi Scalfaro e della consegna della laurea ad honorem per Giorgio Napolitano. La loro colpa? Entrambi hanno fatto di tutto per mandare a casa Berlusconi.

L’interventismo più o meno giustificato da parte del Presidente della Repubblica da sempre è parte del dibattito nella vita politica italiana. Oggi si unisce all’odio anti casta che non risparmia nessuno, nemmeno la più alta carica dello Stato.

Come a dire, abbiamo toccato il fondo. Partendo dall’alto.

More from pierpaolo salino

Mappa dei comuni terremotati: la trasparenza è lontana

È online Openricostruzione.it, il portale della regione Emilia-Romagna che permette di seguire l'evoluzione della...
Read More

1 Comment

  • Concordo con quanto detto da Napolitano riguardo al fatto che la disaffezione, quando non il disgusto, verso la classe politica attuale può sfociare in disaffezione verso la democrazia stessa, il che sarebbe molto grave… ma chiediamoci cosa stanno facendo le più alte cariche per farci amare questa democrazia! esse troppo spesso avvalorano modalità dialogiche e legislative tra i partiti che ai miei occhi appaiono già poco democratiche, ERGO (sillogistico) criticando l’appoggio a tali forme di agenda politica e loro conseguente dialettica crediamo di migliorare la democrazia.
    E d’altronde la figura del Presidente della Repubblica non è di facile inquadramento: ricordiamoci ad esempio che il partigiano Pertini firmò le leggi di Craxi. Per me sarebbe già un bel passo avanti mettersi d’accordo sulle prerogative presidenziali, in modo da riconoscere il campo d’intervento del Capo dello Stato, e quindi quali critiche possono essere a lui direttamente imputate. Mi spiego: quando alcuni giornalisti (es. Travaglio) criticarono Napolitano per la firma ad alcune leggi pro-Berlusconi, oppure per la nomine di ministri come Brancher, Carfagna, Romani e Romano, furono criticati perché il Capo dello Stato non aveva facoltà di ricusare tali proposte. Poi gli stessi difensori di Napolitano magari ne hanno elogiato la capacità risolutiva della crisi politica dello stesso Governo, appoggiandone le manovre più o meno “nell’ombra”, con gli altri leaders europei. Questo tipo di manovre ad ampio raggio – eppure assolutamente incisive ed efficaci nella vita politica del nostro Paese – sono forse più legittime rispetto al dire no a certi nomi oppure a certe leggi? E’ solo una questione di prassi, una sorta di “accordo fra gentiluomini”? Non è facile giudicare coerentemente una materia il cui campo di applicazione è demandato al “buon senso real-politico”..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *