[love talking] Memorie di un clubber (atto III)

Per il trentennale del Kinky suonava Villalobos: da tutte le parti si gridava all’evento. Ci drogammo scriteriatamente. Non tanto per quantità, quanto per l’idiozia degli accostamenti: parcheggiando la macchina con Vanessa – devo ancora darle centoquaranta euro – avevamo già preso mezzo trip, tre pasticche l’una diversa dall’altra e un numero imprecisato di ditate d’emmeddì. Mi ricordo una folla indistricabile di gente dalle undici fino alle sei del mattino; l’unico altro ricordo consistente che ho riguarda il momento preciso , in cui beccai casualmente Valentina in mezzo al marasma e, con un  sorrisone, le feci “mi stanno salendo! tutte insieme!”. A Kinky chiuso si andava  a piedi, in cordata, all’after. Qui tutti ci mettemmo a seguire un signor nessuno, probabilmente solo un mattiniero che non stava andando a nessun after. Ci furono riepiloghi confusi che ho obliato, sommarie organizzazzioni, poi si capì che l’after era, di fatto, attaccato al Kinky. La sorpresona fu che all’after – il locale sembrava la classica tavernetta della ricca borghesia anni sessanta -, invece dei soliti imbecilli, in consolle c’era ancora Villalobos, e Villalobos in consolle ci rimase per altre sei ore secche.
R. (scrivo solo l’iniziale, è un po’ che non lo sento, ma sicuramente se ne avrebbe a male se lo smascherassi: così invece potrà dire che questa intervista e queste circostanze sono solo frutto della mia fantasia), dopo una breve orgia a casa di Vanessa si propose spontaneamente di sottoporsi ai quesiti di LoveTalking.

A questa intervista non dovrebbe essere attribuito valore scientifico, signor Kinsey.

Sai cosa significa love talking?
No, ma immagino me lo spiegherai.
Esatto. Il love talking è l’attitudine a parlare con il proprio partner durante l’atto sessuale. Solitamente, quando si parla di love talking ci si riferisce ad un linguaggio a tratti scurrile, di incitamento al piacere o atto ad esortare il partner a fare ciò che si vorrebbe facesse. Hai mai praticato love talking?
Sì, mi facevano domande e io rispondevo…più che altro mi distraeva. Ora tendo a non parlare. Preferisco farlo prima e dopo, non durante.
Provi qualche tipo d’imbarazzo nel rispondere a domande sulle tue abitudini sessuali?
Non più di tanto.
La nostra opinione è che in Italia sesso e libertà sessuale siano concetti sbandierati in modo eccessivo, in pubblico e dai media, ma che in realtà all’interno della sfera privata rappresentino ancora un tabù, perlomeno sotto certi aspetti. Cosa ne pensi?
No, non mi pare che il sesso sia vissuto come un tabù. Nemmeno a livello privato.
Uhm…dai ti avevo detto di darmi ragione, su questi quesiti d’intelletto…vabbè…Prossima domanda. Cosa non deve assolutamente fare la tua partner, durante il rapporto o i preliminari, per non rischiare di azzerare la tua eccitazione?
Insistere.
Hai mai chiesto alla tua partner di realizzare tuoi desideri sessuali per i quali provavi vergogna?
Eccome, con ottimi risultati.
Ti è mai successo il contrario?
Sì.
Come hai reagito?
Accettando, non ci trovavo nulla di male.
Ti è mai capitato di avere incontri occasionali con persone incontrate il giorno stesso?
No. Ma non ho rimpianti a riguardo.
Che caro. Hai mai pensato, da piccolo, che sì, un giorno avresti fatto sesso, ma che mai avresti avuto rapporti orali o anali?
Stai scherzando?!
Sono un burlone. Domanda di rito: dai importanza all’uso del preservativo e di altri metodi anticoncezionali, o ti capita spesso di lasciarti travolgere dalla passione e dimenticartene?
Senza preservativo non vado, piuttosto preferisco saltare il turno.
Anche durante un’orgia?
Anche.
Volontà di ferro, bravo! Ci diresti qual è la media dei tuoi rapporti in una settimana, o è una domanda troppo personale?
Te lo dico: tre.
E’ il mio numero preferito. L’ intervista è finita. Anzi no. Va bene se non parliamo più di questa sera per il resto delle nostre vite? Potremmo, al limite scriverne su giornali studenteschi. Quello sarebbe un modo carino per fare sapere al nostro professore di Economia che sua figlia ha avuto rapporti con noi. Non trovi?
Trovo.
E’ fatta allora.

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