03.2012 – Agrapha (detti) di Gesù

Gesù è davvero il Figlio dell’Uomo. Egli ci ha testimoniato la misura umana del mondo, e la sua vicenda è indispensabile al nostro rapporto con la realtà e alla nostra gnoseologia, perché Gesù è un personaggio ermeneutico e umanistico. Questo vale sia per il fedele, sia per il “non sa/non risponde”, sia infine per l’ateo; pertanto ho voluto appoggiarmi a quanto si trova nei vangeli apocrifi, scritti che sanno di eretico e di autenticamente rivelato allo stesso tempo. Gesù, insegnandoci la maniera divina per conoscere il mondo, incarna il mondo divino: perciò il suo è un metodo difficile da descrivere. In questa prospettiva anche i suoi detti, alla pari dei suoi miracoli, sono segni, metafore per vedere il Regno di Dio con occhi umani. Non nel senso che non siano “veri in sé”, ma proprio perché autentici, essi sono metafore. Sono opachi come i vestiti, spesso usati per indicare le anime. Né ci sorprende che l’attacco alla vanità dell’uomo sia condotto affinché non ci “riflettiamo”né ci ammiriamo: l’uomo deve confondersi e ammutolire per trasformare la propria realtà nell’eone, l’eternità. Vediamo qualche esempio.

State all’erta che nessuno vi inganni con le parole: “Vedete qui” o “vedete là”. Il figlio dell’uomo è, infatti, dentro di voi. [5] Seguitelo! Chi lo cerca lo trova. (Vangelo di Maria, pap. 8502 di Berlino)

La bramosia dice: “Non ti ho visto quando sei andata là, ora invece ti vedo mentre sali in alto. Come mai dunque tu mi mentisci dal momento che tu mi appartieni?”. L’anima risponde: “Io ti ho visto, mentre tu non mi hai né visto né conosciuto. Tu mi hai servito come un abito, ma non mi hai riconosciuto”. Ciò detto, lei se ne andò allegra e giubilante. (Vangelo di Maria, pap. 8502 di Berlino)

Levi replicò a Pietro dicendo: “Dobbiamo piuttosto vergognarci, rivestirci dell’uomo perfetto, formarci come egli ci ha ordinato, e annunziare il vangelo senza emanare né un ulteriore comandamento, né un’ulteriore legge, all’infuori di quanto ci disse il Salvatore”. (Vangelo di Maria, pap. 8502 di Berlino)

Così, infatti, disse: “Compatite per essere compatiti; perdonate per essere perdonati; come fate, così sarà fatto a voi; come date, così vi sarà dato; come giudicate, così sarete giudicati; come siete benevoli, così si sarà benevoli verso di voi; nella stessa misura in cui misurate si misurerà per voi”. (Ia Lett. di Clemente, 13, 2 – verso l’anno 96 d.C.)

Disse poi Gesù: “Mi feci debole per i deboli, fui bisognoso per i bisognosi, ed ebbi sete per gli assetati”. (Origene, In Math., 13, 2)

Questo è quanto testimonia per scritto, nel quarto dei suoi libri – egli ne scrisse cinque di libri, – il vegliardo Papia, discepolo di Giovanni e collega di Policarpo; ed aggiunge: “Queste cose sono credibili per i credenti”. Si dice che Giuda, l’incredulo traditore, abbia esclamato: “Il Signore come può fare tali cose?” e che il Signore gli abbia risposto: “Lo vedranno quelli che ci andranno!”. (Ireneo (morto intorno al 200), Adv. haer., 5, 33, 3 ss.)

Fratelli, egli non è lontano da noi come egli ci ha detto nel suo messaggio: “Vi sono vicino come il vestito del vostro corpo”. (Libro dei Salmi, II, 39, 23-24)

Fu domandato a Gesù: “Indicaci un’opera da compiere per entrare in Paradiso”. Rispose: “Non parlate mai”. I discepoli gli dissero: “Non è possibile fare questo!”. Gesù rispose: “Allora dite soltanto cose buone”. (PO XIII, 363, 25)

Si dice che Gesù (Dio lo benedica!) abbia detto ai suoi apostoli: “Non vi ho insegnato la vanagloria. Vi insegnai invece a lavorare. La sapienza, infatti, non è un parlare dotto, ma la sapienza è azione”. (PO II, 156)

Disse Gesù (Dio lo benedica!): “Io ho due amici. Chi li ama, ama me; chi li odia, odia me: la povertà e la limitazione della cupidigia”. (PO II, 169)
Perciò disse il Salvatore: “Chi è vicino a me, è vicino al fuoco. Chi è lontano da me, è lontano dal regno”. (Didimo (morto verso il 398), In Psal., 88, 8)

Fu domandato a Gesù: “Dacci la conoscenza di una cosa che attiri su di noi l’amore di Dio”. Rispose: “Odiate il mondo, Dio vi amerà”. (PO XIII, 373, 41)

Nel suo peregrinare, il Messia passò vicino a un uomo che dormiva avvolto nel suo mantello. Lo svegliò e gli disse: “O tu che dormi, alzati e ricordati di Dio!”. Ma quello rispose: “Che vuoi da me? Io ho ormai lasciato questo mondo a coloro che sono di questo mondo”. Allora Gesù gli disse: “Dormi, dunque, amico!”. (PO XIII, 401, 71)

Gli ultimi tre detti riportati presentano la tematica dell’odio verso il mondo terreno, non autentico quanto il Regno. Essa è affrontata alla maniera gnostica, secondo l’atmosfera che pervade anche un altro vangelo apocrifo, quello di Filippo, reso celebre da Dan Brown per il passo su Maria Maddalena compagna di Gesù.

I nomi che vengono dati alle cose terrestri racchiudono un grande inganno, perché distolgono i cuori da concetti che sono autentici verso concetti che non sono autentici. Chi sente la parola “Dio” non intende ciò che è autentico, ma intende ciò che non è autentico. Così pure per “Padre” e “Figlio” e “Spirito Santo” e “Vita” e “Luce” e “Resurrezione” e “Chiesa” e tutti gli altri nomi non s’intende ciò che è autentico, ma s’intende ciò che non è autentico. A meno che non si sia venuti a conoscenza di ciò che è autentico, questi nomi sono nel mondo per ingannare. Se essi fossero nell’eone, non sarebbero nominati ogni giorno nel mondo e non sarebbero mescolati tra le cose terrestri. Essi hanno la loro fine nell’eone. (Vangelo di Filippo, 11)

In questo mondo, quelli che indossano i vestiti (anime) sono superiori ai vestiti (corpo); nel Regno dei Cieli i vestiti (spirito) sono superiori a quelli che li indossano, per l’acqua ed il fuoco che purificano tutto il luogo.
Ciò che è manifesto, lo è grazie a ciò che è manifesto; ciò che è nascosto, grazie a ciò che è nascosto. Ma vi sono certe cose nascoste che lo sono grazie a cose manifeste. C’è un’acqua nell’acqua ed un fuoco nel crisma.
Gesù le ha portate tutte in segreto. Infatti non si era rivelato come era, ma si è rivelato come potevano vederlo. E cosi si è manifestato a tutti questi: si è manifestato come grande ai grandi, si è manifestato come piccolo ai piccoli, si è manifestato agli angeli come angelo e agli uomini come uomo. Per questo il suo Logos è rimasto nascosto a tutti. Taluni, invero, lo hanno visto, credendo di vedere se stessi. Ma quando è apparso, in gloria, ai suoi discepoli, sulla montagna, egli non era piccolo. È diventato grande, ma ha fatto grandi i suoi discepoli, perché fossero in grado di vederlo grande. Egli ha detto quel giorno, nella preghiera di ringraziamento: Tu che hai congiunto la Perfezione, “la Luce “con lo Spirito Santo, congiungi gli angeli con noi, immagini. (Vangelo di Filippo, 24-26)

Non è possibile che uno veda qualcuna delle realtà autentiche, a meno che non diventi come esse. La Verità non è come per l’uomo nel mondo: egli vede il sole, me non è il sole, e vede il cielo e la terra e tutte le altre cose, ma non sono per nulla quelli autentici. Ma tu hai visto qualcuna delle cose del Luogo e sei divenuto di quelle. Tu hai visto lo Spirito e sei diventato Spirito. Tu hai visto Cristo e sei diventato Cristo. Tu hai visto il Padre e diventerai il Padre. Per questo, ora, tu vedi ogni cosa e non vedi te stesso. Ma ti vedrai nel Luogo, perché quello che tu vedi, lo diventerai (Vangelo di Filippo, 44)

Il Signore ha detto: “Beato colui che era, prima di venire al mondo! Perché chi è, lo era e lo sarà. (Vangelo di Filippo, 57)

Leggendo questi passi da Filippo ci colpisce un concetto in particolare. È quello di eone, comune alle dottrine gnostiche, platoniche e neoplatoniche. L’eone è un’emanazione di Dio, allegoria degli intelletti celesti degli angeli. E il regno degli eoni è l’eternità, il tempo sempre essente: infatti eone (che significa anche un tipo di era geologica) deriva dal greco aion, distinto da chronos e kairos, in quanto riferito al tempo come unità statica di delimitazione universale. Gesù è l’eone, la fine di *tutte* le cose, misura per l’uomo di tutto, perché unico. Il pensiero va al frammento DK 52 di Eraclito: Aiòn è un bambino che gioca con le tessere di una scacchiera: di un bambino è il regno del mondo.

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2 Comments

  • l’eone mi ha riportato a fruttero&lucentini, a che punto è la notte. consiglio a tutti.

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