Gesù

di Mattia Marchi

Digitando su un qualsiasi motore di ricerca la parola “Gesù” vediamo come la definizione che viene proposta sia: “il fondatore del Cristianesimo” ; la Santa Bibbia lo descrive come “il Messia, il figlio di Dio”; ponendo la stessa domanda ad un sacerdote mi viene proposta una definizione più aulica quanto astratta: “Gesù e la seconda persona della santissima trinità!” ; un amico invece ispirandosi ad una nota poesia dice che “Gesù era un tipo normale,pacifista e intellettuale”. E la cosa fastidiosa ma al contempo affascinante è questa: potremmo chiedere a centinaia di persone e ottenere altrettanti punti di vista,sfaccettature tutte quante attendibili con la morale della persona in questione. Per questo motivo il mio intento sarà quello di proporre, a voi lettori, il mio punto di vista sperando di aggiungere argomenti e riflessioni alla vostra filosofia di vita.
Nella mia etica la dottrina hegeliana della razionalità si fonde con la visione dantesca cristiana della predestinazione: l’ infelicità e la frustrazione dell’ uomo pensante, che prende coscienza della sua situazione attribuendone la causa al peccato e all’armonia ormai perduta dell’ Eden, lo spingono alla ricerca della finale ricongiunzione con il Dio posto per questo in un ambiente a noi lontano oserei dire sconosciuto: “il Regno dei cieli”. Questa posizione privilegiata permette al nostro Dio di poter conoscere, osservare, valutare il nostro operato così da rendere il nostro cammino paragonabile a quello di un marinaio che guida la sua imbarcazione verso l’orizzonte: lui non conosce dove arriverà, ma può decidere la sua via grazie al proprio libero arbitrio. Dio invece conosce in anticipo la via scelta dal marinaio e veglia su di esso, pronto ad interagire grazie a quello che comunemente viene chiamato destino o sorte.
Il dualismo umano-divino è facilmente rintracciabile anche nella Bibbia dove Gesù, divino, è conoscitore della missione cui è posto; mentre Gesù, essere umano, rifiuta in prima sede la dolorosa e ignobile morte in croce per poi pentirsi e accettare la volontà di Dio. Pertanto Gesù rappresenta il punto di congiunzione tra l’impotenza e la fallibilità della razza umana con l’onnipotenza e la grandezza divina; è il profeta, diverso nella forma in relazione all’ etnia, ma che in ogni modo resta il modello da seguire per raggiungere “Paradiso”, “Giardino delle delizie” o “Nirvana” che sia, intesi come pace, armonia e serenità del vivere.

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