Libera querela, libero cemento.

Il sindaco di Modena Giorgio Pighi ha querelato Gabriele Veronesi, il giovane regista del documentario sull’ ipertrofia urbana geminiana Modena³per aver erroneamente affermato – nella versione originale del documentario – che lo studio legale Pighi aveva difeso una cooperativa emiliana dall’accusa di corruzione.

La prima proiezione pubblica del documentario in questione è avvenuta domenica 9 ottobre 2011, presso il Teatro Tempio di Modena.

Nei giorni immediatamente successivi all’evento, Veronesi, in seguito a più approfondite verifiche e prima di caricare l’intero documentario in rete, aveva corretto il passaggio incriminato, ammesso pubblicamente l’errore e chiesto (ma questo non certo per la prima volta) al sindaco e all’ assessore all’urbanistica Daniele Sitta di intervenire ad un dibattito pubblico, da organizzarsi secondo le loro preferenze, per chiarire le proprie posizioni sui contenuti dell’opera.

Spero, in questo modo, di aver risposto esaustivamente alle domande che ci sono state rivolte, tramite commenti e mail, riguardo all’intero affair “Pighi vs. Veronesi”.

Ora smetto i panni di pseudogiornalista e mi riinfilo quelli assai più comodi di amico di Gabriele e modenese incazzato.

Ho sempre votato Partito Democratico, alle amministrative della mia città; l’ho ammesso più volte da queste colonne. Credo non mi si possa tacciare di mera antipatia politica verso questa amministrazione.

Come alcuni di voi ci hanno fatto notare, ognuno è libero di querelare chi preferisce, se ritiene la propria reputazione lesa da affermazioni offensive o non rispondenti al vero.

Sono d’accordo. Pighi ha agito secondo coscienza e in modo assolutamente lecito.

Detto questo, e chiarendo che l’unica persona titolata a dare valutazioni insindacabili riguardo a questa faccenda sarà il magistrato che se ne occuperà, vorrei chiedere ai lettori: quanto credito si può realmente dare ad un uomo politico scafato e sicuramente influente (quanto meno all’interno dei confini provinciali modenesi) che sostiene di aver subito danni morali dall’opera prima di un giovane giornalista indipendente e squattrinato, ignoto ai più fino al 8 ottobre dello scorso anno?

Spogliamoci, per favore, di ogni ipocrisia e ghedinismo e ammettiamo una volta per tutte che il palese intento di questa querela è quello di (cercare di) zittire un documento che con estrema efficacia mette in ordine i pezzi dell’infinito puzzle della cementificazione selvaggia – legale epperò invisa a larghissima parte dei modenesi – che affligge ormai da troppo tempo questa città.

Quel documentario spiega chiaramente – se ce ne fosse stato bisogno – quali sono i grossi – grossissimi – interessi in ballo in questa iperurbanizzazione sporca e illogica che stiamo subendo.

Ovviamente questo aspetto del lavoro di Gabriele ha infastidito parecchi plenipotenziari della scena politica ed economica nostrana. E questa querela è una conseguenza dell’insofferenza che ne è scaturita.

***

Oggi, alle 11.30, presso lo studio legale Marchiò di Via del Carmine 5 in Modena, Gabriele Veronesi terrà una conferenza stampa per fare il punto della situazione riguardo alla querela, alla richiesta di sequestro del film e alle sue prossime mosse per respingere questo attacco legale da parte del primo cittadino modenese.

In concomitanza, nella piazzetta antistante si terrà una manifestazione di solidarietà.

 

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