La lunga notte: il fotografo Emiliano Rinaldi espone a Ferrara

Emiliano Rinaldi, redattore di Mumble:, fotografo con interessi nell’ambito della ricerca storica e produttore di documentazioni audiovisive e fotografiche di carattere artistico, inaugura a Ferrara, presso l’Archivio Storico Comunale di via Giuoco del Pallone 8, la propria mostra fotografica dal titolo “La lunga notte. La memoria degli eventi bellici a Ferrara”, nell’ambito della XIV Settimana della cultura. Sempre giovedì verrà presentato un audiovisivo di Rinaldi sull’argomento e l’autore sarà presente in sala.

Una mostra importante per la comunità di Ferrara, soprattutto ora che si avvicinano le celebrazioni del 25 aprile, soprattutto ora che il tempo passato e alcune discutibili posizioni politiche mettono in ombra i valori della Resistenza e invitano gli italiani a dimenticare i fatti che portarono alla Liberazione del nostro Paese dal nazi-fascismo: è proprio qui che Emiliano si è fermato, ha voluto capire, ha fotografato, qui al limite fra memoria ed oblio, consapevolezza ed indifferenza.

Nell’archivio fotografico del Centro Etnografico Ferrarese ci sono due album di immagini scattate fra la fine degli anni 50 e gli anni 60 del Novecento: formano un utile regesto visivo delle lapidi commemorative collocate in città e nel territorio comunale. Una intera sezione è dedicata alle lapidi e ai cippi commemorative dei caduti per la libertà al nazi-fascismo. Stimolato da quelle immagini, datate e rigorosamente documentarie, Emiliano Rinaldi, ricercatore e fotografo, è tornato, mezzo secolo dopo, a scrutare con l’obbiettivo quelle lapidi. A Rinaldi non interessa però documentare lo stato di quei manufatti, ma riflettere sull’indifferenza e sulla conseguente perdita di memoria che oggi sembra circondare quelle testimonianze di pietra, legate a vicende cruente del fascismo e della seconda guerra mondiale, fatti ormai lontani nel tempo, ma fondanti del nostro poter essere in democrazia oggi. Ecco allora che la “lunga notte” del titolo che pur sembra riferirsi al drammatico eccidio ferrarese del 43, nelle intenzioni dell’autore diventa allusiva metafora di quell’oblio, di quella “notte della memoria” a cui sembrano destinate queste pietre del ricordo.

Garbate e quasi intimiste, senza volontà retoriche, ascrivibili piuttosto alle poetiche della “street photography”, un genere oggi riscoperto e molto amato dalle nuove generazioni, le fotografie di Rinaldi hanno la capacità di presentarci la Storia (quella capace di nutrirsi di tante microstorie) pur raccontandola attraverso il presente. Un modo insolito, ma tutt’altro che inopportuno per celebrare il 25 aprile, senza inutili retoriche.

La mostra La lunga notte rimarrà in parete sino al 1 giugno con il seguente orario: da lunedì al venerdì 9-12.30; martedì e giovedì anche 15.00-17.00 chiuso sabato e festivi.

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1 Comment

  • Le foto in mostra mi hanno profondamente emozionata: delicate, intimiste e prive di ogni intento retorico. Solo la volontà di ricordare, con grande poesia e notevole tecnica fotografica, episodi tragici della storia cittadina

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