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Tu, proprio tu che continui ad aggiornare la posta nella speranza di essere stata/o selezionata/o per il lavoro dei tuoi sogni, quello per cui ti sentivi troppo the ideal candidate, ricorda che è venerdì. Rassegnati, nessuna offerta di lavoro arriva il venerdì.

Tu, proprio tu che continui ad aggiornare la posta nella speranza di essere stata/o selezionata/o per il lavoro dei tuoi sogni, quello per cui ti sentivi troppo the ideal candidate, ricorda che è venerdì. Rassegnati, nessuna offerta di lavoro arriva il venerdì.

Per fortuna, però, che c’è Alma Laurea. Con Alma Laurea non ci si annoia mai. Dopo averci costretti TUTTI a compilare un lunghissimo questionario della cui utilità non eravamo proprio convinti, pena l’impossibilità di laurearsi, Alma Laurea non la smette mai di tenerci aggiornati sulle condizioni occupazionali dei laureati italiani. Quindi tu, proprio tu, che non sai ancora se accenderti la seconda sigaretta del mattino e bevi la tua terza tazza di caffè guardando fuori dalla finestra in pigiama, stammi a sentire, il XVI rapporto ALMALAUREA sulla condizione occupazionale dei laureati io l’ho letto (mica tutto, che son 267 pagine e anche io sono impegnata ad aggiornare la posta), ora te lo riassumo.

L’uso reiterato, già dal capitolo introduttivo, di parole come crisi, peggioramento, timore per il futuro, criticità, preoccupante, non lascia presagire niente di buono. Il rapporto ci ricorda infatti che, all’inizio del 2012, la disoccupazione giovanile in Italia ha raggiunto un livello superiore al 31%. Disoccupati, inoccupati, alla ricerca attiva, scoraggiati e sotto-occupati, ma anche più di 2 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano (e probabilmente non vanno al cinema e non fanno sport).

Tra i dati più allarmati, quelli relativi all’occupazione nelle professioni altamente specializzate: livelli già bassi in periodo pre-crisi, che hanno subito un drammatico calo negli ultimi anni. È interessante notare come negli altri paesi europei, all’assottigliarsi del mercato del lavoro sia aumentata l’occupazione altamente specializzata, mentre in Italia è avvenuto il contrario. Quindi è altamente probabile che io ora mi stia rivolgendo ad architetti, ingegneri, e avvocati in mutande e in bolletta

Ma andiamo al sodo. La disoccupazione aumenta tra i laureati triennali (19%), tra quelli specialistici (20%) e anche tra quelli delle lauree specialistiche a ciclo unico come medicina e architettura (19%). Con la sola eccezione di questi ultimi, diminuisce il lavoro stabile a un anno dal conseguimento della laurea, e si diffondono sempre di più forme di impiego non standard, lavoro parasubordinato e lavoro nero. Nonostante la stabilità aumenti all’allontanarsi dalla laurea, anche a 5 anni dal conseguimento il numero di laureati con un’occupazione stabile risulta in calo. Allo stesso modo, diminuiscono anche le retribuzioni.

Uno scenario certo non roseo, che ci spinge a domandarci: chi ce l’ha fatto fare di sbatterci sui libri per tutti quegli anni per poi diventare campioni di aggiornamento dello status di Facebook? E soprattutto, cosa salta in mente ad Alma Laurea di rovinarci il week-end sciorinandoci addosso dati così inquietanti? Poteva aspettare lunedì.

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