[20 maggio 2012] Piccola geografia della memoria #1

Il primo pensiero che si fece largo nella mia testa, dopo aver verificato lo stato di salute di familiari ed amici, a seguito del sisma che il 20 maggio scosse per la prima volta i territori compresi nel quadrilatero tra Ferrara, Modena, Bologna e Mantova, fu di documentarne gli effetti nel modo più distaccato che mi fosse possibile, senza scadere nella retorica o nel bieco pietismo tanto caro a molti pessimi giornalisti, veri e propri maestri nell’arte della pornografia del dolore.Questo per la consapevolezza della rapidità con cui si sarebbero spenti i riflettori dei media, che già a distanza di pochi giorni dal primo terremoto iniziarono a relegare la notizia nelle pagine interne dei quotidiani. Ed oggi non si parlerebbe d’altro che di calcio scommesse, se una nuova devastante onda sismica non avesse sconvolto queste terre, dove sono nato e cresciuto.

Tutte le foto sono state scattate tra il 21 ed il 23 maggio, con lo scopo di portare l’attenzione anche sui centri minori “dimenticati”, come Chiesanuova, Palata Pepoli, Poggio Rusco e via di seguito, piccoli paesi che non hanno versato sangue e quindi “non meritevoli” di ricevere attenzione da parte della stampa nazionale.

Alberone

 

  

 

San Carlo

  

Torre del Cocenno, nel comune di Poggio Renatico (1233)
Zerbinate, torre Torri (XVI secolo)
Ferrara – Castello di San Michele

 

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