[Love Talking] Accetta solo banconote da 5 e 10 euro

– Ma tu prendi la pillola?
-No

-Quindi? É un casino.

-Possiamo fare altro.

-Tipo?

-Cioè, non c’é bisogno che entri.

-Ah no? E cosa avresti in mente?

-Cioè…potremmo fare qualcos’altro.

-Non capisco. Vuoi guardare un film?

-Non hai capito.

-Speravo. Quindi?

-Quindi cosa faccio?

-Cosa?

-Che discussione imbarazzante.

-Comunque esco. Te stai lì, vado a prendere una scatola di preservativi e fra un minuto sono da te. Certo, ci sarà da risistemare qualcosina quando torno. Sarebbe un problema?

-Ah, adesso vedrò se ho l’agenda libera.

-Che ridere. Bene, quindi vado.

-Fai presto.

-Conta fino a venti e sarò tornato.

 

Venti sto cazzo. Dove cazzo é la giacca? Va be’, mi metto un’altra felpa. Se adesso se ne uscisse fuori un tizio dallo sgabuzzino con un preservativo e me lo vendesse per cinquanta euro lo ringrazierei anche. Sicuro. Gli uomini non capiscono proprio un cazzo in questi momenti.

Scarpe, chiavi. Ah, il portafogli. Bene. Che gaffe se mi fossi dimenticato il portafogli.

 

Si getta da uno scalino all’altro saltandone una decina ad ogni balzo e in tre secondi é in strada, e comincia a correre.

Un pazzo nella notte lanciato verso la macchinetta del tabacchi, piena di preservativi.

Osceni preservativi contenuti nella macchinetta del tabacchi. Che non si srotolano, che non sono ben lubrificati, che costano come quelli di qualità.

E il tipo del tabacchi lo sa. Lui sa che sono di infima qualità e che se qualcuno li sta per prendere da qui significa che non ha altra scelta. Che comprerebbe qualunque cosa la sua ragazza potrebbe scambiare per un preservativo.

 

É da novembre che non corro. Ho già il fiatone e ho fatto cinquanta metri.

Devo allacciarmi le scarpe o le perdo.

Mi fa male il ginocchio.

Eccolo il distributore.

Ma aspetta. Maledetto porco di un cane del cazzo. Il codice fiscale di merda.

Non ho quel cazzo di codice fiscale. Porca puttana maiala di merda non ho il codice fiscale.

Non posso tornare a casa. Che figura da coglione.

Perché Gesù? Perché?

Forse in farmacia. Forse hanno i distributori anche lì.

Ce li hanno lo so.

 

Corre in farmacia, veloce come il vento nel silenzio della notte, spezzato solo dal rumore dei suoi passi e dalle imprecazioni a Gesù che continuano ad uscire dalla sua bocca.

Niente distributore di preservativi qui. Continua, non si ferma e nemmeno rallenta. Ormai ha spezzato il fiato.

Ci sono tre farmacie in questo paese di merda, una col distributore ci sarà. Ecco l’altra. Niente? Niente??? Evidentemente sarà la terza quella col distributore. Quella ha contato fino a dieci e adesso sta giocando ad Angry Birds sull’iPhone. Io torno a casa e mi dice che non ha più voglia e finisco in bagno a schiumare. 

Lo so. Finisce così.

Tra l’altro mi iniziano a fare male i testicoli. Molto male. Mi danno quasi la nausea. Ma come cazzo siamo costruiti?

 

Ma non pensa troppo al dolore, non pensa troppo al fatto che ormai sia passato tanto tempo, corre. Continua a correre. E finalmente vede la farmacia.

 

La vedo. E quello? Sembra un distributore.

No, é un distributore!
Vai, corri, ultimo sforzo.

Bene.

Va be’. Adesso non mi prende i soldi.

 

Li stira un po’.

 

Dai prendili. Dai prendili! Che cazzo, perché non li devi prendere?

 

-ACCETTA SOLO BANCONOTE DA 5 E 10 EURO-

 

Cosa?!?

Solo dieci e cinque? Io ho venti fottutissimi euro attaccati.

E non li prendi? É questo quello che mi stai dicendo Gesù? Mi vuoi fottere Gesù? É perché non siamo sposati? É per questo? La sposerò, un giorno, ma fa che la macchinetta prenda i venti. Fallo.

 

Stringendo le palpebre prova a vedere se per caso scomparisse la scritta “accetta solo banconote da 5 e 10 euro”.

Non scompare. Continua a provare di infilare una venti euro nella fessura, ma nulla. Il destino é scritto.

 

Ma aspetta, ho la carta di credito. Potrei prelevare.

Sembra incredibile anche a me; ma non mi ricordo il codice. Non me lo ricordo proprio. Venticinque. Quattro. No. Ventiquattro. Cinque. No.

Ma che puttanata.

Una delle più grosse prese in giro della storia.

Però aspetta, la carta di credito la danno solo ai maggiorenni. Forse. Forse no. Ma forse si. Potrei provare a vedere se me la accetta come carta per prendere i preservativi dalla macchinetta.

 

E allora corre di nuovo, con il viso rigato dalle lacrime. Corre, senza voltarsi indietro senza pensare a nulla.

 

Gesù, fa che il distributore mi accetti. Come io ho accettato te in forma di pezzo di pane raffermo il giorno della mia prima comunione.

 

-TESSERA NON ACCETTATA-

 

Bene Gesù. Grazie, davvero.

 

Non ha altre idee. Si volta, sconfitto. La macchinetta alle spalle e un vortice di pensieri in testa.

 

Sarà davvero colpa di Gesù? Tutta colpa di Gesù? E per le cose belle quindi? Chi ne sarebbe la causa? Posto che esista Gesù ovviamente, dovrebbe essere lui il buono. Quindi é lui che mi fa passare bei momenti? Ma, posto che esista Gesù, non faticherei troppo a convincermi che possa esistere anche un Diavolo. E allora il Diavolo sarebbe il cattivo. Quello che ha inventato le ragazze che non fanno i pompini. Quindi le mie imprecazioni andrebbero girate tutte verso il Diavolo.

Quindi ho imparato qualcosa stanotte.

Ho imparato che imprecare contro Gesù non ha senso. Che egli esista o non esista non importa. Se esistesse sarebbe buono. E canterebbe negli U2. La colpa é da addossare tutta al Diavolo. Chiaro. E sensato.

Allora grazie lo stesso Gesù. E tu Diavolo, fottiti.

 

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