#caromonti

 

Caro Presidente Mario Monti,

il primo pensiero va a Lei: ma chi gliel’ha fatto fare, ci verrebbe da dire, di tentare il raddrizzamento dello Stivale? Impresa titanica, non c’è dubbio, perché l’Italia non solo è circondata dal mare, ma è anche attanagliata da tanta corruzione, malapolitica, malaffare.
Noi giovani, caro Presidente, confidavamo nella Sua figura. Confidavamo che avrebbe sbaragliato i giochi, spezzato le spalle alla Casta, interrotto il monopolio generale delle Corporazioni. Invece l’impresa sembra sempre più difficile, il sogno del cambiamento sembra sempre più svanire, sostituito dal piegarsi alla volontà tedesca all’inserimento – per esempio – in termini di spending review nella Costituzione. Lo Stato non potrà spendere più di quello che ha, nemmeno per salvare qualche poveraccio che si è trovato in quel tempo fuori dal bilancio previsto. Con tanti saluti a Keynes.

Noi giovani Le abbiamo consegnato fiduciosi il nostro futuro che è lo stesso dell’Italia. E nei primi giorni del Suo Governo siamo rimasti sorpresi nel vedere i temi che finalmente leggevamo in una agenda politica. Però dei tagli alla Casta, ci perdoni, non ce ne accorgiamo; dello scossone alle Corporazioni (da Farmacie a Notai, passando per i servizi finanziari), della ripresa destinata ad essere una giusta ricompensa a cotanto rigore… nemmeno l’ombra.

Ci siamo accorti solamente di una brusca frenata del Governo su questi temi: chi aveva le spalle grosse – i cosiddetti potenti – sono riusciti ancora una volta ad intaccare le vie predestinate alla salvezza e all’innovazione. Il tempo iniziale della vita del Suo Governo, che doveva essere utilizzato per rivoluzionare lo status quo, ossia per ridare ossigeno al futuro, sempre più asfittico, è ormai passato e forti si son fatte le voci di chi gode di interessi e di privilegi. Talmente forti che han messo a tacere le tante vocine della popolazione, ormai incredibilmente silenziosa.
Ancora una volta non abbiamo seguito la lezione della sesta fatica di Ercole: pulire tutte le stalle del Re Augia in un solo giorno, prima che comparisse – nemica – la notte.

Ora sta a noi, Presidente, riproporre questa scommessa a Lei. Lo faccia per noi, per noi giovani. Inizi una Rivoluzione prima che sia troppo tardi, prima che qualche gruppo di fanatici inizi a spargere violenza. Lo faccia per noi.

Vede, Presidente Monti, non possiamo permetterci ancora di trattare i problemi strutturali con soluzioni congiunturali. I fondi che il Governo in questi giorni ha stanziato a favore di giovani, meno abbienti, Mezzogiorno, non serviranno a risolvere i problemi di lungo periodo, anzi: saranno fondi stanziati a fondo perduto se prima non si ha il coraggio, la forza, la vitalità, di intraprendere la strada della visione di lungo periodo. Una riforma dell’Università in termini meritocratici, una riforma della pressione fiscale nel mondo del lavoro, una riforma del sistema giudiziario: queste sono le strade da seguire prima che il tempo tecnico si esaurisca e ritornino i partiti, a galleggiare, impotenti, come coltri di alghe che non fanno passare le luce del sole in mezzo al mare.

Presidente, pensi a noi. Lo faccia per noi.

Caffè News
Tr3nta
Sottobosco
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[ndr: La lettera è un cantiere aperto a osservazioni e integrazioni da parte degli interessati. Per aderire basta commentarla, condividerla, farla propria]

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