Fratelli Detroit

Hey Everybody

Dedolor Records

Influenzati dal sound tetanico di band come Dirtbombs, Blues Explosion e Mc5, i Fratelli Detroit arrivano al loro disco d’esordio dopo anni di gavetta, passati a suonare in un umido garage della provincia più buia d’Italia. Si, perché il Sulcis Iglesiente è veramente la periferia più remota dell’impero, quella del 20% di tasso di disoccupazione, delle industrie che chiudono e della crisi economica che stritola, non strangola come qualcuno in questi giorni ha urlato ai quattro venti, le famiglie. Un filo immaginario ma concreto unisce la città delle miniere Carbonia con la motor-town Detroit: entrambe città proletarie, entrambe con un passato e, purtroppo, un presente di miseria e disperazione. Fratelli Detroit. Hey Everybody, un saluto già dal titolo quasi a scusarsi del ritardo, è un disco che ha dodici potenziali singoli e non mi sorprende che al momento dell’uscita non si sia ancora deciso quale sarà il singolaccio apripista. Un ellepì (come mi piace la parola ellepì) ottimamente suonato, che sottolinea l’oscuro lavoro che c’è dietro: centianaia di ore di prove, kilometri macinati sulle strade sarde, caricare e scaricare la strumentazione… immagini già viste centinaia di volte e lette nelle biografie di blasonate band, cambiano latitudini e longitudini ma la storia è sempre la stessa. Un disco bello, carico e rabbioso che se avesse avuto una produzione più grezza e meno artificiosa (non rispecchia secondo me la forza che la band riesce a propagare in live) avrebbe sicuramente preso quel mezzo punticino in più nel voto finale ma del resto i dischi si graffiano e i vinili si deformano il rock, quello granitico dei Fratelli Detroit, non lo sposti di un centimetro, nono. Al massimo lo fai rotolare.

Voto 7

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1 Comment

  • Sono al 99% d’accordo con la tua recensione e sul fatto che il cd non renda giustizia per quanto riguarda l’impatto che la band ha dal vivo ma essendo il produttore del cd in oggetto non sono d’accordo nel 1% quando parli di Artefatto…anche perché di Artefatto c’è poco…se non nulla…
    Non sono stati usati click durante l’esecuzione delle songs, Autotune sulle voci o altri accorgimenti che potessero dare appunto una sensazione di “Non Vero” o alterare il materiale registrato.
    Le esecuzioni dei brani sono state effettuate quasi del tutto Live e corretto quel poco che andava corretto e garantisco che le correzioni sono state veramente poche…
    L’unica cosa di registrato successivamente sono le tastiere sul brano “Cinematique” che sono state suonate da un nostro caro amico, Riccardo Borghi, Tasiterista di Luca Di Risio, Baccini etc… che hanno voluto dare quel “Valore Aggiunto” alla song.
    E comunque per essere un cd d’esordio lascia ben sperare per i successivi e sicuramente, non per essere tu stato un “Nostradamus”, il prossimo lavoro, già d’accordo con i Fratelli, sarà registrato come una sorta di Live in studio proprio per rendere giustizia all’impatto che riescono a dare.
    Complimenti per la recensione e per l’accortezza con la quale hai espresso il concetto del cd, si sente che lo hai ascoltato attentamente…a trovarne di recensori così attenti…
    Ciao e Buon Lavoro

    Dedo Lorenzi

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