The Brian Jonestown Massacre

Aufheben

Anton Newcombe è un personaggio indiscutibilmente affascinante: prototipo di rockstar fuori dagli schemi, mai si è piegato alle logiche di mercato, rifiutando major, quattrini e fama. Nonostante questo,  il bell’ Anton è riuscito a conquistarsi un nutrito gruppo di fan grazie al suo cristallino talento ma anche grazie alle sue bizze da moderno Don Chisciotte, trasformandosi in paladino della vera musica indipendente. Talento che emerge prepotentemente anche in questo Aufheben, ultimo disco della sua creatura prediletta Brian Jonestown Massacre, che vede il graditissimo ritorno di uno dei componenti storici della band, quel Matt Hollywood assente da ben dieci anni dallo sgangherato ensemble di San Francisco. Aufheben è il ritorno di fiamma per l’oriente – vecchio amore di Newcombe – per i suoi paesaggi dall’odor di incenso, per il sitar e per la psichedelica Old-School, quella insomma di band come i Tomorrow a cui l’istrionico polistrumentista deve un enorme tributo. Echi di Stones – il riffettino che strizza l’occhio a Paint It Black in Stairway To The Best Party In Universe – di Brit-Pop anni 90 – Stone Roses su tutti – e dell’immancabile Shogaze fanno di questo Aufheben un disco riuscito ed ispirato dopo le non brillantissime prestazioni di Who Killed Sgt. Pepper e My Bloody Undeground.

Anton Newcombe e i Brian Jonestown Massacre  si confermano quindi come una delle band più talentuose degli ultimi 30 anni. E anche tra le più pazze.

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