Ti droghi? Ma dillo a noi!

Iniziativa dell’Europa patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute.

Il questionario delle droghe è in arrivo sulle tavole degli italiani come il bollito al pranzo della domenica. La famiglia riunita, il rituale taglio del polpettone, il primo boccone che il giovane rampollo tornato dalla discoteca meno di 4 ore prima inghiotte, l‘effetto uovo-sodo-con-gusto-retrò-di-cocahavana, lo schifo aggiunto dalla salivazione e il padre che prende la parola.

“Gigetto, leggi un pò qua. E già che ci sei prendi la penna.”  

Il titolo fa il verso a un articolo comparso su L’Espresso – eccolo qui http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ti-droghi-dillo-al-ministro/2180271 – quanto meno inquietante. Molti, a caldo, hanno espresso opinioni meravigliosamente genuine nei confronti di questa necessaria iniziativa per far calare lo spred italiano.

Nessuno si è preoccupato però di indagare l’utilità potenziale del questionario. Maliziosi. Si va a pensare subito alla volontà di controllo del “Big Brother” Europa, scenari apocalittici di de – generazione della società di massa, ossessivo compulsivismo a farsi i cazzi non ammessi degli altri.

A questo punto, se le cose stanno così, se è questa l’unica cosa che conta, stupiamoli: scegliamo la verità. 

Molti sostengono che le droghe illegali, qualunque cosa voglia dire questa parola, così nocive non sono: pullulano gli appelli per la legalizzazione di hashish e marijuana (anche da parte di partiti politici oltre che i soliti gruppi goliardici, oltre che gli sto(r)ici Radicali perfino il PD http://www.facebook.com/notes/giovani-democratici-modena/giusto-o-sbagliato-non-puo-essere-reato/10151698695400296), prolificano i post Facebook, quando se ne parla voci unanimi si levano a favore di un’apertura sul tema.

E’ da un pò di tempo che ci si lamenta che i cittadini vengono interpellati troppo poco dalle istituzioni. Si potrebbe cogliere la palla al balzo. E rispondere, senza colpo ferire. Tutti. In maniera sincera e coerente.

I dati raccolti daranno una risposta allarmante? Questa sarà la deriva, anzi è la deriva della società del questionario della droga? Bene: vorrà dire che sono preoccupati. E se lo sono per uno stupido questionario sui vizi, pensate quanto lo saranno quando saranno costretti a chiederci qualcosa di più importante.

Gigetto trangugia il bolo di polpettone, il pomo d’Adamo si flette arrogante in tono di sfida e la penna mette la prima crocetta.

 

 

 

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