Veni, vedi, bici

di Laura Miràz Dìaz

Lo scorso 28 Aprile sotto il cielo di Roma si è svolta la “bicifestazione” nazionale di #salvaiciclisti. Ai Fori Imperiali migliaia di persone si sono ritrovate per chiedere una politica finalizzata a migliorare la sicurezza dei ciclisti nelle strade italiane.

 Il 16 giugno il movimento nato sul web torna in piazza questa volta a Reggio Emilia, città riconosciuta nel 2010 da Legambiente come una delle più ciclabili d’Italia. Nella città del Tricolore terrà luogo il 16 giugno il primo incontro di preparazione degli Stati Generali della bicicletta e della mobilità dolce. Un appuntamento immancabile dove ciclisti ed esperti definiranno delle proposte per tutelare la sicurezza dei ciclisti urbani e per creare una cultura della mobilità sostenibile.  I punti chiave del testo risultante saranno le fondamenta degli Stati Generali della bicicletta e della mobilità dolce che avranno inizio nella seconda metà di settembre.  A questo appuntamento saranno invitati governo, sindaci, Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e altre associazioni di categoria per creare una carta di impegni per la città che si traduca in azioni concrete da parte delle amministrazioni  statali e locali.

L’occasione per cambiare strada è perfetta: le città non assumono più il traffico, il caro benzina è insostenibile e il numero di vittime che si registrano nelle strade ha creato una opinione pubblica molto favorevole alle politiche di stimolo all’uso della bicicletta.  Al momento sono tante le nuove iniziative nate dal momento in cui la campagna di #salvaiciclisti è partita su Twitter, e finalmente anche la classe politica ha reagito. Perfino il premier Monti in questi giorni ha scritto una lettera di incoraggiamento  indirizzata al movimento. Ci troviamo in una situazione molto simile a quella registrata negli anni ‘70 in Olanda, dove le proteste cittadine portarono all’implementazione di un modello di mobilità che oggi serve di esempio in tutto il mondo. L’Italia, finalmente, si muove.

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