Il congelamento del movimento

Etienne Jules Marey - particolare di cronofotografia del 1890
Oltre otto ore. Tanto attese Niépce affinché il bitume di Giudea catturasse quella che, universalmente, è considerata la prima fotografia della storia. Era il 1826.Un oggetto che muta posizione nel tempo appare tanto più indistinto quanto è maggiore il tempo di posa, diafano come uno spettro che lascia dietro di sé una scia. Al diminuire del tempo di posa, minori saranno questi effetti, fino a “congelare” il movimento. Nelle prime pionieristiche sperimentazioni ottocentesche, paesaggi e soggetti inanimati furono per ovvie ragioni soggetti obbligati, perlomeno fino al 1839, quando l’avvento del Dagherrotipo ridurrà notevolmente i tempi di esposizione consentendo di fissare la figura umana.

Etienne Jules Marey – particolare di cronofotografia del 1890

Nel corso del XIX secolo forte era la competizione tra pittura e fotografia, e ne risentì notevolmente anche la rappresentazione delle attività sportive dove, in nome della moda imperante del Pittorialismo, si privilegiavano pose costruite, statiche ed innaturali. La prima foto sportiva “dal vivo”, un incontro di pugilato realizzata da autore ignoto, è datata 1855. Nel 1862 ecco entrare in scena l’Alpinismo col reportage di Auguste-Rosalie Bisson dell’ascesa sul Monte Bianco, la prima testimonianza fotografica del calcio giocato risale al 1887, presa nel corso della finale di coppa d’Inghilterra disputata tra Aston Villa e West Bronwich, mentre nel 1893 Louis Boutan realizza le prima immagini subacquee. La vera sfida però consisteva nel catturare intere sequenze di movimento.

Esiste un momento nel trotto in cui tutte le zampe del cavallo sono staccate dal suolo? Per risolvere questa controversia a sfondo ippico Eadward Muybridge (1830-1904) svelò ciò che è troppo rapido per poter essere colto dall’occhio umano. Il 7 aprile del 1873 un primo esperimento, ripetuto con migliore attrezzatura nel 1877 collegando in serie 12 macchine fotografiche, azionate dal passaggio del cavallo lanciato al galoppo. Fu un successo clamoroso, e i suoi libri fotografici contenenti gli studi sul movimento divennero best sellers. Da qui partì Étienne-Jules Marey (1830-1904) per ottenere nel 1882 un’intera sequenza di movimento in un singolo frame, segnando la nascita della cosiddetta “cronofotografia”.

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