Quando lo sport diventa arte

Coloro che ritengono che l’arte contemporanea sia noiosa e poco comprensibile potranno comunque rifarsi gli occhi sull’artista di cui tratterò in questo articolo. Sto infatti parlando di Matthew Barney, pittore, fotografo, regista, scultore e, per non farsi mancare nulla, ex capitano della squadra di football della sua scuola.

Artista, quarterback e pure ex fotomodello, cosa chiedere di più?
Molti lo conoscono anche per il suo ruolo come marito di Bjork, con la quale ha anche lavorato per realizzare alcune opere (Drawing Restraint 9).

Ma ora basta con i pettegolezzi, diventiamo seri.

Barney è un autore unico, attraverso opere multimediali, installazioni, fotografia, scultura e disegno è riuscito a delineare un suo particolarissimo stile nel campo della video arte contemporanea.

La sua opera più nota è il ciclo The Cremaster, vincitore del premio Europa 2000 alla 45° Biennale di Venezia nel 1993 e 1996. Questo capolavoro è composto da una serie di cinque film in cui l’artista fa un percorso allucinatorio che ragione sull’arte e sulla fede.

L’opera di cui vorrei parlare oggi, però, è Drawing Restraint, ciclo di film che ha inizio nel 1987 con la sua prima opera realizzata quando ancora era studente a Yale. Drawing Restraint è un percorso spalmato nell’arco di 23 anni e suddiviso in 18 video.

In questa serie Barney mette al centro il suo corpo e si spinge al limite per dimostrare come sia necessario lottare contro le resistenze, per poterle vincere.

Ogni pellicola di Drawing Restraint è una competizione di sport estremi: disegna su pareti mentre è trattenuto da potenti elastici, si lega ad una barca nel mezzo dell’oceano, solleva pesi improponibili.

Nel primo film,infatti, vediamo l’artista legato con resistenti elastici che tenta di disegnare sulle pareti opposte al gancio che lo trattiene. Questi “disegni sotto sforzo” sono un complesso di performance basato sulla lotta contro una resistenza autoprodotta.

“Racconto il modo in cui una forma combatte per trovare una propria definizione” spiega l’artista, perché “non può materializzarsi o mutare senza lottare contro la resistenza”.

Ed è Barney stesso, o meglio, il suo corpo, ad affrontare ogni sorta di ostacolo per superarsi e poter creare.

Consiglio quindi a tutti di vedere le sue opere e lasciarsi trasportare dalla splendida fotografia e dall’estrema espressione di forza. Barney ha molto da insegnare: superate i vostri limiti e riuscirete a conquistare la vostra personale dimensione.

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