Rimborsi elettorali pro-terremotati: legge a rischio

Il Disegno di Legge approvato dalla Camera il 24 Maggio prevede che i rimborsi elettorali dei partiti siano destinati alle zone terremotate emiliane e abruzzesi. Se il DDL/3321 non viene però approvato entro il 31 Luglio i soldi dei partiti rimangono ai partiti.

Recita l’articolo 16:
“I risparmi derivanti dall’attuazione dell’articolo 1 (riduzione dei contributi pubblici per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici, ndr) negli anni 2012 e 2013” saranno destinati “alle amministrazioni pubbliche competenti in via ordinaria al fine di coordinare gli interventi conseguenti ai danni provocati dagli eventi sismici e dalle calamità naturali che hanno colpito il territorio nazionale a partire dal 1º gennaio 2009”.

Il problema è che il DDL – votato da tutti i partiti presenti in Parlamento – è stato parcheggiato al Senato, in attesa di approvazione, dal 28 Maggio 2012, data della sua trasmissione alla Commissione Affari Costituzionali. Ma perché i partiti non dovrebbero approvare la legge se l’hanno già votata?

Prima ragione: il testo era ancora fermo in Commissione quindi non possono votarlo.

Finalmente oggi la Commissione presenta il Disegnodi Legge n. 3321 al Senato.Che succede allora in Parlamento? Che ogni articolo proposto può venire bocciato dall’aula – perché la Commissione è stata riunita in seduta referente – rimandando il Disegno di Legge in Commissione e prolungando ulteriormente l’iter legislativo. Apportate le modifiche, la legge deve essere rispedita alla Camera per essere approvata allungando ancora una volta i tempi, e al 31 Luglio, data in cui i finanziamenti tornano ai partiti, mancano 26 giorni.

Fortunatamente abbiamo a presiedere questa manica di eroi della Commisione Affari Costituzionali il nostro egregio Onorevole Vizzini, che certo non viene ben giudicato dal Messaggero: “la commissione, presieduta da Carlo Vizzini, nell’occhio del ciclone per le riforme istituzionali che si rimpalla con l’aula, già ingolfata da tre decreti da convertire”, e che ieri si è dovuto dimettere da relatore per un altro Disegno di Legge da lui presentato.Ci permettiamo un’ultima riflessione: i soldi pubblici dei partiti che sono stati spesi per le campagne elettorali vanno all’Emilia e all’Aquila, cioè alle zone colpite da un sisma a partire dal 2009. Viene da pensare che l’emergenza dell’Aquila non sia stata gestita poi così bene, se a distanza di tre anni si stanziano ancora fondi per quella zona.

Fino a quando il Disegno di Legge non verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Abruzzo e Emilia restano con il fiato sospeso.

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