Ariel Pink’s Haunted Graffiti

Mature Themes

4AD

Terzo capitolo dell’avventura Haunted Graffitti, Mature Themes arriva dopo mesi di bizze, smentite, di nuovo conferme e presunti scioglimenti. La normalità, insomma, se il tuo band leader è tanto carismatico quanto bi-polare e si chiama Ariel Pink – al secolo Ariel Marcus Rosemberg – una sorta di Quentin Tarantino della pop-music, capace di realizzare collage sonori ritagliando qua e là immagini e melodie per poi incollarle con perizia in un coloratissimo affresco uditivo. C’è Frank Zappa, ci sono i Residents, c’è il synth-pop anni ottanta e la sid-music del Commodore 64, insomma: un bignami degli ultimi 40/50 anni di musica e cultura anglo-americana strizzati e liofilizzati in cinquanta minuti di nudo e crudo divertimento. Kinksi Assassin, la title track Mature Themes, Is This The Best Spot? Symphony Of The Nympho gli episodi più brillanti del lotto ma è la fine che ti spiazza, quella Baby – cover di Donnie & Joe Emerson – scelta come singolo e messa lì per farti vacillare dopo un intero disco di caleidoscopiche citazioni, una ballata soft-soul come quelle tanto care a Marvin Gaye.

Mature Themes è brillante, geniale, divertente e come dice il titolo maturo. Dopo l’eccellente Before Today e la sua splendida Round Round – nominata da Pitchfork nel 2010 miglior canzone dell’anno – mai avrei pensato di trovarmi davanti un disco di questo spessore. Serissimo candidato a disco dell’anno.

 

 

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