Le Forze Armate E Le Olimpiadi

Lunedì sera, durante una lentissima serata estiva, i telespettatori hanno assistito sgomenti alla notizia sportiva del giorno, e cioè la positività all’eritopoietina (EPO) di Alex Schwazer, il nostro campione di marcia, il ragazzo sorridente e dalla faccia pulita che si sottopone a regimi atletici molto pesanti per eccellere nei massacranti 50 km. La notizia ha sorpreso tutti, convinti che l’unica “bomba” dell’atleta, oro olimpico a Pechino 2008, fossero le merendine di una famosa casa dolciaria piemontese.

All’indomani sono stati tanti i commentatori, sportivi e non, a dire la loro sulla vicenda e lo voglio fare anche io, nonostante l’atletica non sia proprio una grande passione per me. Lo voglio fare perché la stessa sera in cui la tivvù dava la notizia della squalifica di Schwazer per doping, Enrico Mentana su La7 presentava uno dei film sui fatti del G8 di Genova e della scuola Diaz, “Polisse“.

Solo apparentemente le due cose hanno poco da spartire. In entrambi i casi infatti gli accusati sono membri delle forze dell’ordine: Schwazer è un carabiniere; Vincenzo Canterini, intervistato da Mentana alla fine del film, è invece un poliziotto, niente meno che il questore di Genova all’epoca dei manganelli volanti. Entrambi ricevono critiche per quello che hanno fatto nei diversi ruoli pubblici che svolgono; entrambi, in diversa maniera, hanno ammesso le colpe a loro imputate.

La differenza sta nella diversissima responsabilità degli incarichi ricoperti, così come nello stile e nella sincerità dei loro pentimenti. Quella di Schwazer è una storia solo parzialmente pubblica. Lo è nel rapporto dell’atleta con l’opinione pubblica per le emozioni trasmesse attraverso gli schermi una volta ogni due anni (a dir tanto); oppure nel rappresentare simbolicamente una certa eterna fanciullezza nella pubblicità. Oppure ancora, e questo è il lato più pericoloso del rapporto con il pubblico, nell’incarnare la vittoria di un’intera nazione sulla fatica immane dei 50 km di marcia. (Una fatica che il 99,5 % degli italiani può soltanto immaginare!)

Ebbene, per difendere l’onore di fronte all’opinione pubblica il Coni (Petrucci) e il Cio nella persona del rappresentante italiano Pescante si sono scagliati come non mai contro “l’infamia” del gesto di Schwazer, nonostante la sua ammissione di colpa e le sue scuse di fronte agli italiani che di lui conoscono solo quell’immagine. Il giovane ragazzo dei monti che si fa il culo per vincere un oro impossibile alle Olimpiadi. Il bravo ragazzo depositario della tradizione di duro lavoro che compete – chissà perché – sempre e solo alle generazioni passate. L’eccezione alla regola di un mondo, quello dello sport, sempre più vicino al mondo reale, fatto di affari sporchi e ingiustizia. Non sono qui a difendere Alex Schwazer perché non bisogna difenderlo, ma dargli la possibilità di redimersi. Che paghi per l’errore che ha commesso, ma che gli venga riconosciuto il cattolico perdono che spetta a chi si pente e sconta la sua punizione.

D’altro canto mi incazzo di brutto quando penso al ruolo delle forze armate nelle vicende delittuose che riguardano i loro appartenenti. Alex Schwazer è stato espulso dall’Arma dei Carabinieri neanche 48 ore dopo l’annuncio della sua positività. I quattro poliziotti a cui Federico Aldrovandi ha spaccato il manganello con la testa, oltre a non essere ancora stati sospesi nonostante la sentenza di condanna, hanno denunciato la madre di Federico per diffamazione. Per ritornare al film andato in onda lunedì sera, poi, mi fa sorridere l’imbarazzo con cui Canterini cerca di divincolarsi dalle proprie responsabilità. E’ curioso il fatto che il suo libro di denuncia di quanto accaduto quella notte di luglio a Genova sia uscito dopo la condanna dell’ex Questore e ex Capo del Reparto Mobile di Roma a tre anni e tre mesi per falso riguardo quei fatti. Il coraggio tipico dell’italico votato al machismo e al fascismo latente di chi si scaglia sempre contro i più deboli è tutto qui. “Ordini dall’alto” (con riferimento al mitico La Barbera), “Non volevo il blitz” (secondo La Barbera invece fu lui, una volta sul posto, a insistere), “Bisognava trovare le armi” eccetera ecceterorum. Qualcuno che si spenda prima per evitare che colleghi o superiori facciano cazzate mai? Evidentemente no, se La Barbera sosteneva come la decisione del blitz, 396 poliziotti non identificati e 147 carabinieri che massacrano e riducono in fin di vita (a una ragazza sono usciti pezzi di cervello, quella notte) un centinaio di manifestanti dormienti, fosse stata condivisa da tutti quelli che impartivano gli ordini per mantenere “l’ordine” durante quel G8.

Per tornare allo sport, vorrei ancora ricordare la vigliaccheria con cui la Figc, membro anch’essa del Coni, permette alla Juventus di scrivere “30 sul campo” sulle proprie maglie. La vogliamo smettere di temporeggiare e rimandare le decisioni definitive sui fatti di giustizia, sportiva o non? Vogliamo tirare fuori le palle nei confronti dei più forti, dei più in alto, dei più titolati, nello sport come nella politica o nel mantenimento della pubblica sicurezza? E’ facile attaccare e prendere le distanze da uno Schwazer: pensate, ammette tutto subito e si pente pure. Ma le dirigenze sportive, Juventus in testa, travolte ogni rivoluzione terrestre da scandali di partite truccate? Ma chi sulle proprie colpe fa carriera e continua a accoppiarsi ai potenti, mi ricordo un certo De Gennaro sempre a Genova, ma lo stesso Fini blandito finanche da esponenti del PD (!), che a Genova e nella legge sull’immigrazione espresse il suo massimo fascismo?

Io credo che Alex Schwazer da questa storia saprà uscirne e migliorare. Perché è un tipo con le palle e la testa sulle spalle. A differenza di tanti altri, gli esempi li conosciamo, che negano l’evidenza e se condannati piagnucolano e puntano il dito contro i propri compagnucci di malefatte. E il tratto distintivo della classe dirigente italiana resterà sempre, in ossequio alla tradizione, “l’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto”

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2 Comments

  • … Anche l’Anarchia più selvaggia arretra dinnanzi all’ amore per una donna. .. … Ciònonostante, Più Sbirri Morti, Sempre.
    (Scritta su un muro del centro- Ferrara.)

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