Riaprite l’Ospedale di Finale: lettera di un cittadino bisognoso

Pubblichiamo la lettera di una cittadina finalese, Cristiana Casarini, indirizzata al Presidente della Regione Errani. Cristiana vive a Finale Emilia ed è purtroppo ammalata di Amiotrofia Muscolare Spinale, una malattia degenerativa che la costringe su una sedia a rotelle.

Cristiana è preoccupata, come molti cittadini, che il terremoto sia un pretesto per chiudere l’Ospedale, mettendo in seria difficoltà tante persone che come Lei hanno bisogno di assistenza.

Noi chiediamo solo che vengano date risposte da chi di dovere a questi appelli. Di seguito le sue parole:

Egr. dott. Errani,

mi chiamo Cristiana Casarini e le scrivo da Finale Emilia paese dove abito da quasi 43 anni e nel quale ci siamo incontrati in occasione della campagna elettorale di Fernando Ferioli, candidato Sindaco nelle Elezioni Amministrative del 2011. In quel frangente abbiamo condiviso più volte linee politiche e valori ed è in virtù di questi ultimi che vorrei rubarle un po’ del suo tempo, limitato quanto prezioso per sé e per tutti noi.
Amo il mio paese di un amore intenso e profondo; Finale Emilia è parte della mia vita impossibile da stralciare anche da parte di un terremoto. Il sisma ci ha provato il 20 e di nuovo il 29 maggio 2012, tentando di portarmi via radici, ricordi e persone ma non poteva sapere che io sono più forte di lui e della paura che ha generato. Il mio segreto? Essere piena di vita! Ed è la vita che desidero e, scusi il modo perentorio, pretendo per la mia Finale Emilia.

Ma non c’è vita senza servizi e ad oggi qui da noi ne mancano molti, primi fra tutti quelli sanitari. Antecedentemente al terremoto si stava lavorando sulla realizzazione della “Casa della Salute”. Avremmo preferito riavere il nostro ospedale ma le scelte politiche degli ultimi anni ci hanno disilluso. Ecco che la “Casa della Salute”, pur essendo un compromesso fra i veri bisogni e le vere volontà, era un traguardo apprezzabile per la nostra comunità.
Presidente Errani, abbiamo bisogno di servizi sanitari, di medici, di terapie e di assistenza. E’ come cittadino che lo chiedo, ed è come ammalato che lo esigo. Sono una donna affetta da Amiotrofia Muscolare Spinale, malattia degenerativa progressiva per la quale vivo su una carrozzina fin da piccola affrontando ogni giorno problemi di natura dolorosa, respiratoria e di immobilità. Per tale ragione stavo lavorando assieme al dott. Stefano Stipa ad un percorso mirato e qualificato relativo alle malattie neuromuscolari da realizzarsi all’interno della “Casa della Salute” di Finale Emilia. Vale il concetto che è più semplice ed efficace muovere un medico per 30 pazienti e non 30 pazienti per un medico. Vale per il coordinamento, per la razionalizzazione delle risorse, per il traffico, per l’ambiente.
La “Casa della Salute”di Finale Emilia ha in sé anche un altro grande valore sociale: coprire l’apparato sanitario di un paese di 16.000 abitanti situato geograficamente il più lontano dalla città di Modena rispetto a tutte le altre cittadine della provincia. Perché stando ad una palese connotazione di svantaggio topografico, Finale Emilia viene sempre dimenticata e messa da parte? In breve, Presidente Errani, perché tutti i soldi della sanità arrivano al massimo a Mirandola? E’ come se sul confine mirandolese fosse stata costruita una cortina di ferro oltre la quale i fondi per questo tipo di servizi non riescono ad arrivare.
In tutta sincerità appare piuttosto eloquente la cassazione di un paese il cui Sindaco non è della corrente politica PD, ma un ragazzo indipendente e di chiara espressione civica. Vorrei sperare motivazioni diverse ma l’aspetto politico appare prevalente e predominante.
[…]

Presidente Errani a Finale Emilia serve la “Casa della Salute”, organizzata, qualificata e soprattutto capace di dare delle vere e concrete risposte: Lungodegenza e Lungoassistenza, Poliambulatori specialistici, Terapie della riabilitazione, Percorsi tematici, Punto di primo intervento, Radiologia e diagnostica, Laboratori analisi, Day Hospital chirurgico per interventi specializzati e tutto quello che la nostra popolazione merita. Perché anche lei è convinto che Finale Emilia e i suoi cittadini se lo meritino e ne abbiano diritto? Non ci avete portato via abbastanza in questi anni?

Presidente Errani, con questa lettera le chiedo formalmente di impegnarsi, in modo scritto, chiaro ed incontrovertibile su due fronti:
lo stanziamento di parte del ricavato del concerto del 22 settembre al Campovolo di Reggio Emilia a favore della realizzazione della “Casa della Salute” di Finale Emilia;
la realizzazione completa della “Casa della Salute” di Finale Emilia entro 8 mesi a partire da settembre 2012, sostenendo tutte le spese necessarie in termini edilizi, di apparecchiature, di personale.

Presidente Errani, Finale Emilia lo chiede e se lo aspetta.
Cristiana Casarini come cittadino e come ammalato lo reclama.

 

 

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1 Comment

  • Cara Cristiana, la tua lettera a Errani mette in evidenza l’umiliazione subita da Finale che è tagliata fuori dal ricavato del concertone di Radio Bruno.
    Io penso che per prima cosa si debba chiedere alla Regione di rimettere in piedi ciò che c’era prima del terremoto. Nell’ospedale di Finale c’erano servizi, medici e pazienti, ed è inaccettabile che si faccia finta che non ci siano mai stati. Ed è incredibile il silenzio del Comune e del Pd su questa umiliazione che ha subito Finale.
    Non credo ci abbiano tagliato fuori perché Nando è indipendente, la chiusura dell’ospedale l’avevano già decisa e il terremoto ha solo dato una mano a chi lo voleva chiudere.
    Penso poi che non si debba chiedere la casa della salute, ma che sia necessario un ragionamento che coinvolga l’intera Area Nord e il distretto d Carpi e che si debba chiedere di rivedere il pal (il piano regolatore della sanità). Il pal era già sbilanciato su Modena prima del sisma, e il terremoto ha solo messo in evidenza l’anomalia di quasi metà della provincia non servita da un ospedale d’eccellenza a distanze ragionevoli (Finale dista 65 Km da Baggiovara!!). Per assurdo, pensa se il terremoto veniva nei pressi di Baggiovara o di Modena, di colpo un’intera provincia sarebbe stata senza sanità d’eccellenza. Allora per prima cosa dobbiamo pretendere che i sindaci di tutta la bassa impongano alla Provincia e alla Regione di rivedere il pal e che si realizzi un ospedale degno di questo nome per l’area nord e Carpi. Comunque grazie per questa tua riflessione utile affinchè si parli del rischio sanitario che oggi i nostri Comuni vivono. Ciao!

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