Passion Pit

Gossamer

Columbia

A tre anni di distanza da quel Manners che aveva fatto gridare al miracolo la stampa d’oltremanica e che li ha proiettati alla ribalta della scena indie-pop, tornano i Passion Pit di Michael Angelakos con Gossamer. Album dalla gestazione difficile, quasi quanto le ultime vicissitudini personali del frontman (affetto da disturbo bipolare dall’età di 18 anni ) che l’hanno costretto alla fine delle recordin’ session all’ennesimo ricovero psichiatrico. La malattia e le turbe amorose, seppur nascosti da una patina di scintillante pop ,saranno i temi ricorrenti del disco.

Un lavoro con il piedino sempre, o quasi, sull’acceleratore – la tripletta iniziale Take A Walk, I’ll Be Alright e Carried Away– specchio della travagliata vita del cantante di origine greca, maturato nel song writing e dotato di una brillante autoironia: basterebbe la strofa I drink a gin and take a couple of my pills per capire tutto.

Non mancano nemmeno le capatine nei territori r&b in Constant Conversation e nel dreampop m83 alike in Mirrored Sea, che dimostrano quanto si siano divertiti i ragazzi di Cambridge nelle registrazioni.

Gossamer si dimostra vario e divertente e nonostante non riesca a raggiungere i livelli qualitativi del suo predecessore risulta, alla lunga, piacevole e scorrevole.

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