Prefabbricato modulare rimovibile

Sono in arrivo le abitazioni temporanee per le persone che hanno la casa resa inagibile dai terremoti emiliani dello scorso maggio. Con l’ordinanza n. 40 firmata dal Presidente e Commissario Errani, sono stati disposti circa duemila Prefabbricati Modulari Abitativi Rimuovibili (PMAR). Essi andranno a integrare l’offerta di locazione in quei comuni dove la disponibilità di alloggi sfitti e l’erogazione del (nuovo) Contributo Autonoma Sistemazione (CAS) non riescono a soddisfare la domanda immobiliare degli sfollati. I PMAR saranno collocati in dieci comuni: Camposanto, Cavezzo, Concordia s/S, Finale E., Mirandola, Novi di Modena, San Felice s/P, San Possidonio e San Prospero in provincia di Modena; Cento per la provincia di Ferrara. Queste unità abitative saranno realizzate su lotti semicentrali o nell’immediata periferia dei suddetti paesi, come nelle rielaborazioni grafiche ad esempio:        I moduli abitativi sostituiranno quindi i campi tende di questi comuni, e la loro localizzazione costituisce una variante urbanistica ai Piani adottati; tuttavia nell’ordinanza traspare la volontà di Errani di non trasformare queste abitazioni in “new town” più o meno permanenti. Infatti si legge che “il Commissario Delegato intende promuovere l’acquisto, la fornitura e la posa in opera di prefabbricati modulari abitativi non infissi ma semplicemente appoggiati al suolo, quindi immediatamente rimovibili al venir meno dell’esigenza abitativa e al fine di non consolidare nel tempo insediamenti precari sia dal punto di vista edilizio che sociale“.
Se da un lato la collocazione di tali unità abitative vicine al centro dei paesi vuole mantenere vivi i legami socio-economici della comunità, d’altro canto occorrerà vigilare affinché all’emergenza non segua la speculazione. In un comune come Concordia s/S, ad esempio, nel quale la vasta area (secondo i nostri calcoli quasi 10 ha. tra via Paglierine e il Sabbioncello) destinata ai PMAR è a ridosso delle urbanizzazioni più recenti, il rischio c’è. Così come a Mirandola, dove essi saranno collocati sull’ambitissimo Viale Agnini.
Le aree dei PMAR si troveranno, oltre che nei capoluoghi sopra citati, nelle frazioni di Rovereto s/S e Sant’Antonio di Novi; a Mortizzuolo (tra Mirandola e San Felice); a Massa Finalese di Finale E.; a Casumaro (tra Cento e Finale E.); ad Alberone e a Reno Centese di Cento.
Infine, oltre ai circa duemila moduli abitativi rimovibili, Errani ha emanato una seconda ordinanza – la n. 45 del 21 settembre – riguardante la realizzazione di 187 Prefabbricati Modulari Rimovibili Rurali, la cui funzione sarà quella di offrire una soluzione abitativa ai cittadini che si trovano più lontano dal centro dei paesi. Anche in questo caso l’ordinanza parla esplicitamente di soluzioni temporanee, che le ditte fornitrici dovranno mantenere per un massimo di tre anni e che saranno appoggiati e non infissi sull’area di sedime delle “barchesse” (o “fabbricato rurale a servizio dell’azienda agraria”). I PMRR saranno in tutto 187, così suddivisi: 152 in provincia di Modena, 21 a Reggio E., 12 a Ferrara e 2 a Bologna. I comuni intressati dalla collocazione dei prefabbricati rurali insistono su un’area molto più vasta: essendo le costruzioni di campagna generalmente più fragili, crolli e inagibilità hanno interessato fabbricati relativamente lontani dagli epicentri. Per i comuni modenesi in particolare i PMRR saranno così posizionati: 1 a Nonantola; 2 a Modena, Bomporto e Camposanto; 3 a Medolla; 4 a Soliera; 6 a San Prospero; 7 a San Possidonio; 10 a Concordia; 11 a Finale E.; 21 a Carpi e Novi; 23 a San Felice; 39 a Mirandola.
La spesa per i due progetti abitativi temporanei (PMAR e PMRR) assomma a quasi 150 milioni di euro: 139 milioni 619 mila per i prefabbricati “urbani” e 8 milioni 790 mila per quelli rurali, finanziati con i 2,5 mld € previsti dal “Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate“, art. 2 della Legge 1 Agosto 2012, n. 122.

 

Aggiornamento del 7 ottobre 2012: nostre fonti dell’Amministrazione comunale di Camposanto ci informano che i prefabbricati modulari non verranno utilizzati in questo comune poiché tutte le esigenze abitative saranno soddisfatte grazie all’occupazione degli appartamenti sfitti sul territorio comunale.

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