Ribelle: una principessa single in aspettativa

Ribelle o, per dirla con un gusto British, The Brave, il cartone animato firmato Pixar, fa assaporare alle piccole spettatrici e alle giovani cresciute con lo stereotipo Disney de il principe azzurro arriva, non preoccuparti, magari si perde a giocare a PES con gli amici ma, prima o poi, arriva, un senso di insolita indipendenza.

(Annalisa D’Ambrosio)

Ribelle o, per dirla con un gusto British, The Brave, il cartone animato firmato Pixar, fa assaporare alle piccole spettatrici e alle giovani cresciute con lo stereotipo Disney de il principe azzurro arriva, non preoccuparti, magari si perde a giocare a PES con gli amici ma, prima o poi, arriva, un senso di insolita indipendenza.

La fanciulla dai capelli rossi non porta solo un capriccio per ogni riccio, bensì avanza l’idea che, pur di salvare il proprio spirito libero, allevato a pane e tiro con l’arco, si possa chiedere la propria stessa mano a dispetto di pretendenti bizzarri e quasi sagome folcloristiche di questo scenario medievale immerso nel verde.

La narrazione insegue poi la ribelle Merida ammaliata dall’idea di poter, con un incantesimo fasullo, far cambiare idea a sua madre riguardo il matrimonio. Ci riuscirà? E se sì, avverrà con quella trama prevedibile che sta alla base di ogni favola che si rispetti? Ai curiosi l’ardua sentenza.

A questo occhio critico di modesta spettatrice è sorto un dubbio: e se questo cartone animato fosse uscito nelle sale cinematografiche dieci anni fa? Vi sembrerà forse una disquisizione da poco, ma Merida è quell’eroina fresca e genuina che non ha paura di rompere le convenzioni: ci si aspetta che una principessa sia cresciuta nel rispetto dei valori consoni e che, al raggiungimento di un’età appropriata, si unisca in matrimonio a un erede degno del suo rango.

Ma qui non si tratta di un amore fra classi sociali diverse: Merida rispetta le tradizioni e la propria famiglia ma ama di più se stessa, a tal punto da mettersi totalmente in discussione e far avanzare quel baluardo di libertà. La libertà di scegliere il proprio destino, appunto.

Charles Dickens scriveva in David Copperfield: “The most important thing in life is to stop saying I wish and start saying I will ”. Una citazione ad hoc che pone Merida dall’altra parte della strada, o all’avanguardia, se preferite, rispetto a tutte le altre Rapunzel, Cenerentola, Biancaneve o Ariel.

Non ci sono principi, promesse di matrimonio, baci a effetto o balli regali.

Che Merida sia la prima di una new generation di eroine dotate di una forza disarmante ma mai eccessiva? Di quelle la cui stessa fragilità e sensibilità risiede paradossalmente nella propria indipendenza?

E, se proprio ci volete vedere una morale, questa non vuole essere una battaglia femminista, ma quel monito, sempre presente, a realizzare se stesse prima di dedicarsi agli altri. Merida amerà quando sarà pronta a farlo.

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