[Face To Face] Takoma

Pronti per lo showcase di presentazione del nuovo ep, i tre Takoma hanno trovato il tempo per fare quattro chiacchiere con Mumble:

Questo è quello che ci siamo detti.

Raccontateci il vostro approccio con la musica. Cosa ascoltavate da ragazzi e come i vostri gusti si sono evoluti nel corso degli anni.

Stefano – Da piccolo mi sorbivo Vasco Rossi in macchina di mio fratello. Mia sorella sentiva Baglioni. Mi facevano cagare. In casa avevamo una cassettina di Festivalbar ’89 e alcune tracce mi gasavano, fra cui Dr jazz e mister funk dei ladri di biciclette. Una mia vicina di casa mi aveva fatto sentire JAZZ, l’album dei Queen con Fat Bottomed Girls. Lo ascoltavo in continuazione. Alle medie ho scoperto i Nirvana e ho fatto un gruppo di cover dei Nirvana. Poi Sonic Youth, Pixies, i Beatles.

Michele- Tutto quello che mi sottoponevano mio fratello e i miei zii, sino all’heavy metal nell’adolescenza. Poi un giorno un rutto di Max Cavalera mi fece apprezzare la musica classica e da lì…

Mirco – Bel casino… mio zio mi ha regalato un disco dei Kraftwerk quando avevo 10 anni, lo ascoltavo perché mi sembrava un disco suonato da dei robot, in prima media mi è passato per le mani Hanno ucciso l’uomo ragno degli 883, dalla terza media alla prima superiore parentesi metal, in seconda superiore sono passato in maniera violenta dai Metallica ai Sonic Youth… da lì in poi c’è passata un sacco di roba…

Avete vissuto e lavorato per anni lontano dalla Sardegna e dall’Italia. Com’è stato tornare e trovarvi a vivere in una regione tra le più martoriate dalla disoccupazione?

Stefano – Non facile. Ma credo che lamentarsi dalla sera alla mattina sia più nocivo della disoccupazione stessa, più di qualsiasi crisi. L’idea che peggio di così non si possa andare a me personalmente rincuora un po’.

Michele – Rientrare è stato bello e duro, ora soprattutto, ma credo che siamo martoriati dal nostro modo di pensare, questo sì che non è disoccupato.

Mirco – Io sono stato via alcune volte ma mai per periodi superiori a un anno… Se penso alla situazione lavorativa, spesso mi viene l’impulso di andarmene… Poi mi blocco un po’…

Come nasce Takoma?

Stefano – Abbiamo cominciato in casa, smanettando ukulele, chitarra acustica, sintetizzatore, percussioni e sonagli. Per un po’ abbiamo suonato con un amico texano, poi con un carpentiere sardo che costruiva strumenti a fiato in acciaio inox e faceva la tromba con la bocca. Dal vivo però ci siamo presentati sempre in duo. Gli inglesi sembravano apprezzare.

Michele – Un giorno Stefano è piombato a casa, stavamo ancora a Hackney, e mi chiese di registrare alcune sue tracce. Finita la registrazione mi disse: vabeh ma sta cosa la dobbiamo fare insieme…

Mirco –  Michele e Stefano avranno già raccontato il loro inizio… per me nascono quando sono venuti la prima volta da Londra qualche anno fa a fare un giro in apertura dei set di Nick Rivera and the flying pigeons… io ero uno dei piccioni volanti, mi sedevo sotto il palco e quando suonava Takoma facevo i coretti da lì sotto aggiungendo la terza voce… loro non lo sapevano ma ero già nei Takoma…

Sabato ci sarà il party release per l’uscita della cassetta per On2Sides, attivissima etichetta cagliaritana, e verrà rilasciato nell’occasione il nuovo ep autoprodotto. Due dischi con una gestazione e un organico differenti, in cui le vostre esperienze musicali emergono con prepotenza. Quanto è difficile la convivenza con tre musicisti diversi come voi?

Stefano –  L’ep per O2S contiene appunto quelle canzoni che io e Michele abbiamo registrato in casa a Hackney. Ne avevamo fatto una prima stampa in CD che è da tempo esaurita. Sono felicissimo che O2S ci abbia dato l’opportunità di ristampare, anche perché buona parte di quelle canzoni le suoniamo ancora dal vivo e sono fra le nostre preferite. Il nuovo lavoro invece ha un’atmosfera completamente diversa. Intanto è molto meno low-fi, Ci sono più chitarre elettriche e in generale direi che viene fuori una vena più pop. Nella mia mente sarebbe dovuta restare una release digitale, ma non abbiamo saputo resistere. Non trovo difficile suonare con loro, sono due musicisti che ho sempre stimato. Magari hanno difficoltà loro con me, che non riesco a fare un pezzo due volte nella stessa maniera.

Michele – Differenti ma assolutamente complementari. Sia Stefano che Mirco sono persone scialbe, facili :)

Mirco – Non trovo nessunissima difficoltà… nasce tutto molto naturalmente.

La scena musicale sarda è una delle più frizzanti e interessanti realtà italiane. Come si vive dall’interno questo piccolo, grande miracolo musicale?

Stefano – L’insularità può talvolta rappresentare un vantaggio. In Sardegna siamo meno contaminati da quei fenomeni che vanno di moda a un dato momento. Un esempio: difficilmente una band come Lo Stato Sociale vedrà proseliti in Sardegna, o almeno è quello che mi auguro. Band sarde come Plasma Expander e Thee oops! Che vanno in giro per il mondo a spaccare culi, ecco, questo mi rende un po’ fiero.

Michele – È vero, è molto frizzante ma sembriamo, noi sardi, gli unici a non essercene accorti.

Mirco –  Personalmente penso solo che mi piace fare musica con le persone con cui mi piace stare e che stimo musicalmente… Comunque sono contento di avere intorno a me tutte queste persone con cui condividere questa cosa della musica.

Riuscite a vivere di musica?

Stefano – Ma quando mai! Un modo per farlo sarebbe fare come quelle band che nello stesso concerto fanno pezzi di Zucchero, Pink Floyd e Sting. Suonano ai matrimoni e nelle feste di paese. Ma io, musicalmente, queste cose non le apprezzo per niente.

Michele – No, non riusciamo a vivere di musica, a volte non riusciamo proprio a vivere.

Mirco – Non ci ho mai tentato veramente… e comunque credo avrei trovato enormi difficoltà.

Cosa pensate della scena italiana?

Stefano – Mi piace Bugo, il Pan del Diavolo… Ma in realtà non conosco quasi nulla.

Michele – Disoccupata anch’essa purtroppo.

Mirco – In tutta franchezza non la conosco, ne sono completamente fuori.

I cinque dischi che vi hanno cambiato la vita.

StefanoRubber Soul dei Beatles, The Yellow Princess di John Fahey, Another Side of Bob Dylan di Dylan, Brighten the Corners dei Pavement,  Complete Recordings di Hank Williams.

MicheleHearts of Palm degli Idaho, Jesus Blood never Failed me Yet di Gavin Briars, I See the Darkness di Bonnie Prince Billy, The Ideal Crash dei Deus, The Downward Spiral dei NIN.

MircoBad Moon Rising dei Sonic Youth, Slanted and Enchanted dei Pavement, Loveless dei My Bloody Valentine, The Soft Bulletin dei Flaming Lips, tutti questi tra i 15 e i 20 anni… più recentemente Pet Sounds dei Beach Boys.

Per gli amici di Cagliari e hinterland, Takoma sarà in concerto sabato 27 a Cagliari per la Festa finale dell’Alig’art, al centro culturale Il Ghetto, in Via Santa Croce 18.

Qualche link utile:

facebook.com/meettakoma

soundcloud.com/takoma

www.on2sides.com

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