9 Novembre 1844: Charles Dickens a Modena

Vitale e fiorente, la città “fermissima et splendidissima” amata da Cicerone e che raccolse gli elogi del marchese De Sade e di Stendhal, era ancora cinta nell’abbraccio delle sue mura quando Dickens la visitò nel 1844. Pur già interrata la caratteristica rete di canali navigabili, di cui oggi si ritrova traccia nella toponomastica, Modena conservava intatte le sue due anime architettoniche: quella caratterizzata dal reticolo medievale con fulcro nella cattedrale gotica di Wigilelmo e quella urbanisticamente razionale il cui cuore era il Palazzo Ducale, simbolo del potere estense sulla città.

Tempo delizioso quando arrivammo a Modena, dove l’oscurità dei tetri portici che costeggiavano entrambi i lati della via principale era resa piacevole e rinfrescante dal cielo brillante, così meravigliosamente blu. Passai dalla piena gloria del giorno all’oscura cattedrale, dove in quel momento si celebrava messa: fioche candele bruciavano, persone erano inginocchiate davanti a tabernacoli e sacerdoti intonavano il solito canto, col solito basso, tedioso, lento melanconico tono.

Pensando a quanto fosse strano ritrovare, in ogni stagnante città, lo stesso cuore battere con le stesse monotone pulsazioni al centro dello stesso intorpidito e indifferente sistema, uscii da un’altra porta per essere improvvisamente spaventato a morte dallo squillo della più stridula tromba a cui si fosse mai dato fiato.

Immediatamente, svoltando al galoppo da dietro l’angolo, una compagnia equestre parigina: allineandosi sotto le mura della chiesa, con gli zoccoli degli scalpitanti cavalli fecero scherno dei grifoni, dei leoni, delle tigri e degli altri mostri scolpiti nella pietra che ne decoravano le pareti. […]

C’era un anziano curvo di spalle e dagli occhi fiammeggianti nella cattedrale, che prese a male il fatto che non volessi vedere la secchia (custodita in un’antica torre) che i modenesi presero ai bolognesi nel XIV secolo provocando una guerra per essa, e su cui Tassoni scrisse un poema eroicomico. Essendo soddisfatto nell’ammirare la torre dall’esterno e d’immaginare la secchia al suo interno, e preferendo indugiare all’ombra dell’alto campanile, ancora oggi non possiedo personale conoscenza di questa secchia.

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http://www.mumbleduepunti.it/site/index.php/2012/11/10-novembre-1844-charles-dickens-a-bologna/

http://www.mumbleduepunti.it/site/index.php/2012/11/11-novembre-1844-charles-dickens-a-ferrara/

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