Andrew Bird @ Magazzini Generali (14-11-12)

Che la musica si associ per sempre al momento e al posto in cui l’hai sentita è una banalità impressionante. Credo di averla già scritta quindici anni fa, sul diario di seconda liceo.

Però è proprio vero.

Per me Monaco è un brutto disco degli Strokes, Common People dei Pulp è un bacio in una discoteca di Modena e Roberto Vecchioni tutti i viaggi in macchina con mio padre.

Per me Andrew Bird è una mattina a Stoccolma da sola, vicino alle barche. Sono le prime note di Masterfade che attaccano all’uscita del museo della fotografia. I thought at last I’d found a situation you can’t explain che rimbomba nella testa al risveglio la mattina dopo, assieme ai postumi di troppe birre svedesi.

Più di una volta mi è capitato di trovarmi in una città in cui suonava, ma per vari motivi non sono mai stata capace di vederlo. Allora sono curiosa. Curiosa di sentirlo fischiettare e di guardare come tiene il violino, curiosa di sapere se è poi vero che ha messo da parte il looping per tornare alle origini.

Ecco perché mercoledì prenderò un treno per Milano, senza sapere bene dove dormirò. Un day trip in solitaria direzione Magazzini Generali . E non si sa mai che poi Bird non riesca ad aumentare la mia scarsa considerazione del capoluogo lombardo.

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