Camposanto avrà scuole più verdi

Foto: Sandra Calzolari
Foto: Sandra Calzolari
Approvato il progetto per la nuova scuola materna di Camposanto

A poco più di cinque mesi dal sisma, le vecchie scuole di Camposanto sono state demolite e l’amministrazione comunale ha messo in atto misure a medio e lungo termine per garantire ai bambini e ai ragazzi del paese un tempestivo ritorno sui banchi. All’insegna dell’eco-sostenibilità, del risparmio energetico e della sicurezza. Ce ne ha parlato il  sindaco del paese, Antonella Baldini.

La scuola è iniziata da quasi due mesi, come si è svolto il ritorno nella aule a Camposanto?

Il 17 settembre le lezioni sono riprese come da calendario regionale. Inizialmente, in mancanza di un edificio scolastico vero e proprio, le classi sono state distribuite in altri spazi pubblici (sale civiche, circolo ARCI, ecc.) sicuri, benché ridotti. Per quattro settimane, i bambini hanno seguito le lezioni secondo un calendario di turni, e le famiglie si sono adattate a questa situazione senza nessuna lamentela. Un anno scolastico che è iniziato in maniera diversa, quindi, in attesa della consegna dell’edificio scolastico temporaneo, avvenuta in 15 ottobre scorso.

Camposanto ha quindi una scuola temporanea?

Sì, si tratta di un prefabbricato garantito vent’anni, costruito sul terreno del campo sportivo del paese nel tempo record di appena sette settimane, in grado di ospitare tutte le classi della materna, delle elementari e delle medie. Quando si pensa a un prefabbricato, si immaginano edifici votati esclusivamente alla funzionalità, ma abbiamo avuto la dimostrazione che una struttura temporanea può essere anche bella e dignitosa. Per limitare i costi, si è scelto di mantenere gli spazi al minimo indispensabile per il proseguimento della vita scolastica rinunciando, per esempio, ai laboratori per le scuole medie. Si tratta di sacrifici necessari però, perché ogni soldo speso per le scuole temporanee è tolto alla costruzione di quelle definitive. La nuova scuola è il frutto dell’intervento tempestivo della Regione Emilia Romagna che ha deciso di operare nel post-sisma secondo una serie di priorità: la scuola, il lavoro e la casa.

È notizia di qualche settimana fa l’approvazione del progetto per la costruzione della nuova scuola materna. Si parla del primo esempio in Italia di architettura meccanica. Può illustrarci il progetto?

Siamo orgogliosi di avere sul nostro territorio la prima esperienza a livello nazionale di ‘casa che si solleva’. Si tratterà di un edificio di un solo piano, costruito a terra senza l’utilizzo di ponteggi e poi issato verticalmente. Un immobile realizzato con materiali ecologici, secondo i requisiti antisismici e con bassi costi di manutenzione.

Il progetto nasce dalla proposta dell’AESS (Agenzia Energie Sostenibili e Sviluppo) di Modena che ha domandato alle imprese se volessero ‘adottare’ una scuola in un comune del cratere. Le risposte sono state tante, prima fra tutte quella della ditta Schiavina di Casalecchio di Reno, seguita da Roccatelier associati, BMS e BMZ. A queste prime aziende si sono in seguito affiancate tante altre realtà, per la realizzazione di un progetto a costo zero per l’amministrazione e per la cittadinanza. Ogni ditta apporterà contributi diversi a seconda del ramo di specializzazione, dalle piastrelle ai materiali isolanti, dai sanitari agli infissi, beneficiando in cambio di promozione a livello nazionale.

Un progetto a costo zero che quindi non necessita di ulteriori finanziamenti?

Al contrario, la ricerca di partner e finanziamenti destinati esclusivamente alla costruzione della scuola materna continua: non dobbiamo dimenticare che le scuole da ricostruire sono tre e che questo progetto è solo la prima pietra di un’opera di ricostruzione di cui beneficeranno i cittadini di domani e le loro famiglie e che come amministratori abbiamo il dovere di garantire.

Quali sono i vantaggi dal punto di vista ambientale? Cosa significa progetto ecosostenibile?

La nuova scuola materna sarà dotata di pannelli fotovoltaici, di un tetto verde e di un sistema di recupero delle acque piovane. Si tratterà di una costruzione all’insegna della razionalizzazione e del miglioramento in termini di efficienza energetica, realizzata seguendo i principi della bioedilizia e con materiali sani. Inoltre, a lungo termine, un edificio costruito in questa maniera consente di ammortizzare i costi iniziali.

Cosa vuol dire costruire un edificio antisismico oggi a Camposanto?

Data la conformazione geografica della nostra penisola, le normative antisismiche non sono una novità. Purtroppo però, nessuno si aspettava un evento tellurico di tale entità nella nostra zona e, al fianco di edifici moderni costruiti secondo le normative vigenti troviamo edifici di venti, trenta, cento anni fa, più o meno solidi ma purtroppo non a norma. La nuova scuola materna verrà costruita nel rispetto delle normative nazionali ed europee, così come tutti edifici pubblici e privati di prossimo sviluppo.

La nuova scuola materna sorgerà sulle ceneri della vecchia scuola?

Storicamente, le scuole di Camposanto si trovano in centro, sotto all’argine del fiume Panaro. La possibilità di ricostruire nella stessa posizione ha fatto nascere alcune perplessità all’interno della cittadinanza, legate principalmente a un’eventuale esondazione del fiume. Le porte a nuove proposte non sono chiuse a priori, tuttavia è necessario considerare una serie di elementi. Per prima cosa, la centralità del plesso scolastico potrebbe aiutare il cuore del paese a tornare a vivere, favorendo la ripresa delle attività commerciali limitrofe. Inoltre, rilocalizzare il plesso scolastico comporterebbe l’investimento di risorse di cui purtroppo l’amministrazione non dispone: dopo la costruzione della scuola temporanea sul terreno del campo da calcio, il comune non dispone di altri terreni edificabili e sarebbe quindi necessario acquisire aree private in periferia. Per non parlare poi dei costi di sviluppo di un nuovo progetto di urbanizzazione e di viabilità che consentirebbe ai bambini di raggiungere la scuola a piedi, in bicicletta o in auto. Inoltre, la palestra e la mensa della scuola materna sono ancora perfettamente funzionanti e spostare le scuole significherebbe doverne costruire delle nuove.

In conclusione, al di là degli aspetti tragici, il post-terremoto può essere visto anche come un’opportunità per ripartire con una pianificazione più attenta al territorio?

Deve essere così. Visto che non abbiamo la macchina del tempo e non possiamo tornare indietro, deve essere l’occasione per cogliere questa catastrofe come un’opportunità per spingerci a ricostruire bene e meglio di prima, per garantire un futuro alla comunità partendo dalle nuove generazioni. Guardando le scuole temporanee e il progetto della nuova scuola materna dobbiamo renderci conto che il sisma ci ha permesso di vedere le cose in maniera diversa e di immaginare soluzioni che non avremmo mai creduto possibili.

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