Dati lavoro USA: più posti, più disoccupazione

Qualche giorno fa ho postato sul wall feisbuccaro di MUMBLE: il video dell’endorsement dei Simpson a Romney, accompagnandolo al seguente ragionamento

Anche chi aveva smesso di cercare è rientrato in campo (questo è il motivo per cui il tasso di disoccupazione si è alzato ancora). Però, di fatto, si hanno 171.000 posti di lavoro in più, negli Stati Uniti. Nonostante questo i Repubblicani rimangono fiduciosi.

Dal pubblico mi è stato detto, riassumendo: “Ma che minchia vuole dire che la disoccupazione cresce e i posti di lavoro aumentano?”

Il pubblico aveva le sue ragioni, per pormi tale quesito, ché effettivamente nel commentare avevo difettato di chiarezza e dato per scontate alcune nozioni di statistica economica.

Ogni istituto di rilevazione, compreso il Dipartimento del Lavoro Statunitense, quando deve scandagliare l’andamento del mercato del lavoro, fa sondaggi.

Telefona a persone più o meno a caso per chiedere come vanno gli affari in famiglia. Se si lavora, in quanti si lavora, in quanti si ha un contratto a tempo indeterminato (ahahahahah), in quanti si sta cercando lavoro.

Ogni volta che qualcuno risponde: “Sono disoccupato, ma non sto cercando lavoro”, la sua situazione non viene conteggiata nel recinto dei “disoccupati”.

Quelli che rispondono così, sono i cosiddetti “scoraggiati”, quelli che dopo tonnellate di cv spediti e diverse porte chiuse in faccia hanno rinunciato a trovare un impiego; la loro situazione viene bellamente ignorata – da sempre – da tutti i report sul mercato del lavoro.

Quando l’economia inizia a dare segnali di ripresa, gli scoraggiati tornano in campo, cioè ricominciano a cercare.

Ergo, quando il Dipartimento del Lavoro li chiama, loro rispondono “sono disoccupato ma sto cercando un impiego”, dunque vanno a finire dritti nella categoria dei “disoccupati”, che quella sì, è rilevata.

Ecco dunque svelato l’arcano.

Di fatto, gli Stati Uniti hanno creato, nell’ultimo mese, 171.000 posti di lavoro, 25.000 in più di quelli che la Casa Bianca si aspettava (forza Barry!).

Ma, al contempo, le persone che hanno deciso di riprovarci, di rimettersi a cercare lavoro, sono aumentate.

E questo ha fatto aumentare pure il tasso di disoccupazione.

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