La protesta degli studenti a Finale Emilia

Gli studenti del Morandi: non facciamo sciopero, vogliamo un'assemblea per parlare

La giornata che ha visto esplodere nelle piazze di tutta Europa la rabbia degli studenti e dei professori approda anche a Finale Emilia, comune colpito dal terremoto del 20 maggio scorso.

Gli studenti del liceo Morando Morandi hanno però voluto distinguersi dalle forme di sciopero indette da studenti e professori per la giornata di oggi: i 650 studenti dell’Istituto hanno scelto di riunirsi in un’assemblea straordinaria per discutere tra loro e con i professori su quello che sta succedendo in Italia e in Europa.

Nonostante le precarie condizioni meteorologiche l’assemblea d’Istituto è iniziata alle 8:20 nel cortile dei container della scuola (a oggi non esiste ancora uno spazio chiuso dove gli studenti possano riunirsi) e si è protratta per oltre quattro ore.

Il dibattito è stato aperto dai rappresentanti d’Istituto e dai membri della Consulta Provinciale. “Pensiamo che queste ore, nonostante il terremoto, servano, siano utili e importantissime, quasi essenziali. Quando si parla del nostro futuro non c’è situazione o calamità che tenga” dice Raffaella Zuccaro, rappresentante d’Istituto “Sì abbiamo perso delle ore, anzi, mesi di scuola ma ciò non comporta l’indifferenza”.

La discussione si è aperta toccando subito il nodo centrale dello sciopero odierno: la proposta del governo Monti di aumentare le ore di lezione dei docenti.

Oltre agli interventi dei rappresentanti, si sono avvicendate altre dichiarazioni di studenti e insegnanti che hanno parlato di precariato, disoccupazione giovanile e edilizia scolastica accompagnata dallo slogan “Per una scuola sicura da morire e non dove siamo sicuri di morire!”

Studenti e insegnanti hanno poi discusso della “Scuola che vorrei”, offrendo proposte e spunti di riflessione: “Vorremmo una scuola trasparente, dove un diploma preso a Milano vale quanto quello preso a Napoli, una scuola che accanto all’istruzione nozionistica porti esempi di onestà, coerenza e passione”.

Durante l’assemblea sono stati citati testi come il pensiero sui brevetti di Curie, il celebre discorso di Martin Luther King, il discorso del 1962 di Kennedy, i punti salienti di “A quale fine si studia la storia” di Friedrich Schiller oltre che letture in lingua inglese e tedesca, per far capire come questa giornata di sciopero abbia portata internazionale.

C’è chi li definisce “choosy”. A quel punto si alza Enrico che grida “Parliamo delle elezioni? Lì si che saremo choosy!!!”

Oggi i ragazzi del Comune modenese messo in ginocchio da un evento catastrofico e dai ritardi della ricostruzione sono stati in grado di far scorgere quale potrebbe essere il futuro per le nuove generazioni. Lo hanno fatto nel migliore dei modi: al muro contro muro hanno sostituito la maturità del dialogo. E questo è l’ingrediente fondamentale per la nostra futura democrazia.

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2 Comments

  • La lettura di Schiller è una bella sorpresa e non può che farci bene! Ai liceali che si trovano scaraventati in un dibattito sociale, politico ed economico generalmente anti-europeista suggerirei anche “Verso la pace perpetua” di uno dei maestri di Schiller, Kant.

  • Ci sembra che Schiller lo studiò a lungo, ma si tenne lontano dalle sue posizioni, preferendo la prospettiva tracciata nelle proprie “Lettere sull’Educazione Estetica dell’Uomo”, o altre opere sulla bellezza, la dignità e la libertà.
    Ciò non toglie che sia interessante la lettura di come si rapportò a Kant.

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