La Resa Dei Conti

A ventiquattro ore dalla chiusura della prima tornata elettorale delle primarie del centrosinistra, la coalizione ha raccolto 6,2 milioni di euro dagli elettori ma i veri conti li sta facendo con il fenomeno Matteo Renzi.

Durante la giornata di ieri più di 3 milioni di italiani si sono recati ai seggi: ognuno di essi ha versato almeno 2 euro per votare e 1 su 3 si è speso per il sindaco di Firenze.

Gli incassi di questa domenica elettorale sono frutto di un sistema che assomiglia molto a quello che viene usato in America quando vengono indette le primarie, con un’unica differenza: negli Stati Uniti non esiste il rimborso pubblico ai partiti. L’elettore americano che vota sostiene idealmente e concretamente il partito e il candidato perché sa che i suoi soldi sono l’unica fonte di sostentamento per i candidati. Nella realtà, questa motivazione prova a arginare quella caccia a finanziatori “ambigui” che un domani possono condizionare il nuovo Presidente.

Il meccanismo delle primarie del centrosinistra in teoria funziona come il modello americano ma nella pratica è imperfetto: i contributi raccolti ieri si dovevano pagare obbligatoriamente per poter votare senza costituire né una spontanea donazione né un valido deterrente per le temute incursioni degli elettori del centrodestra. Gli infiltrati non posso essere comunque considerati l’unica causa del successo di Renzi: con il 35,5% prende più di un milione di voti arrivando al 38% in Emilia Romagna, la regione forse più invisa al rottamatore.

La scommessa ora per entrambi è replicare il successo di affluenza per il primo ballottaggio nella storia della leadership del centrosinistra. Per chi ha già votato, questa volta è gratis.

 

 

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