Santobarbaro – Navi

Elettronica, kraut, new-wave… A distanza di due anni da Lorna i Santobarbaro tornano con Navi e tante novità.

Cosabeat studio / Sfera Cubica

Elettronica, kraut, new-wave…  A distanza di due anni da Lorna i Santobarbaro tornano con Navi e tante novità.

La più evidente è l’abbandono delle chitarre e del cantautorato per l’elettronica e la sperimentazione; un vestito nuovo insomma, che il gruppo indossa con disinvoltura e con classe, come se si fosse da sempre destreggiato in questi abiti.

L’aggressivo kraut iniziale di Urania non deve però ingannare: l’album procede infatti senza dare punti di riferimento, schiudendosi piano piano per poi esplodere, togliendo il respiro come in La Tempesta, uno dei brani preferiti del lotto.

Per inquadrarli un po’ si possono citare gli Air, qualcosa di Eno, il trip-hop inglese, ma solo lontani richiami. Il gruppo si muove sfuggente e rapido per non cadere nella trappola del facile paragone.

Il cantato di Valli si muove con disinvoltura sui tappeti stesi con bravura dalla band, quasi come se la nuova direzione musicale l’abbia liberato di un fardello. È ora libera di spaziare, di sussurrare, padrona della scena.

I Santobarbaro confezionano un disco maturo, ricco e nonostante l’idioma italiano, di respiro internazionale.

Bentornati!

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