[Imprimatur] Ecoporno I

Tutto quello che avete sempre desiderato sapere sul porno in chiave ecologica

Davide Capalbo
Sottobosco

Green porno

Isabella Rossellini è autrice di una serie di video pensati per essere pubblicati e diffusi su internet: Green Porno. Si tratta di video molto brevi, mai oltre i due minuti, che illustrano in modo tanto esplicito quanto divertente il comportamento sessuale degli animali: Isabella Rossellini indossa un costume dell’animale di cui sta parlando e mostra, servendosi di pupazzi che fungono da partner, come funziona l’accoppiamento in quella specie. La prima stagione, del 2008, era dedicata agli insetti più comuni; poi, visto il notevole successo riscontrato, la serie è andata avanti, mettendo in scena il sesso di animali un po’ più difficili da trovare in giardino, come delfini e balene.

La cosa interessante di questi video è che Isabella Rossellini dà voce agli animali, che parlano in prima persona, descrivono le loro abitudini e le sensazioni che provano nel fare sesso. L’effetto comico dei Green Porno sta proprio nell’umanizzare i comportamenti degli animali, come ad esempio accade nel mio preferito tra i video sugli insetti, quello della lumaca: i rapporti sessuali della lumaca vengono rappresentati come sado-maso, e lei gode nel venire trafitta nel ventre dal pene del compagno. Fa ridere perché è uno spettacolo strano. Tuttavia non è la voglia di ridere il vero motivo che mi ha spinto a guardare tutti i video, reperibili su Sundance Channel, ma la curiosità. In quanti modi si può fare sesso? Quanti ne conosciamo? Sapevate che i delfini omosessuali si trastullano con lo sfiatatoio che hanno sulla testa?

Ecco, i video di Isabella Rossellini sono degli interessanti esempi di come per altre specie siano la norma comportamenti che noi consideriamo fantasie o perversioni. Ho trovato molto confortante prendere atto del fatto che tutto ciò che è mostrato nei Green Porno è riportabile a comportamenti umani – a parte quella cosa dello sfiatatoio dei delfini. Mi sembra un ottimo argomento da proporre ai sostenitori dell’esistenza di un modo giusto di fare sesso, e di inaccettabili devianze da condannare o tutt’al più relegare al sicuro dalla vita vera, nel mondo delle fantasie inconfessabili e del piacere peccaminoso perché fine a se stesso della pornografia.

 

Pornopanda

Un interessante esperimento è stato fatto in Cina, a Chengdu, cinque anni fa: in questa località c’è il Panda Breeding and Research Center, il più grande centro di ricerca nel mondo per la conservazione del panda gigante. È noto ormai a tutti il problema del panda, che preferisce rosicchiare il bambù invece di procreare, e perciò rischia l’estinzione. Gli scienziati di Chengdu, allora, hanno pensato che se la pornografia piace all’uomo, magari piace anche ai panda. Secondo gli scienziati di Chengdu i video porno avrebbero (i) istruito i giovani panda nati in cattività su “come si fa” e (ii) risvegliato la libido degli orsetti paciocconi.

L’esperimento talvolta ha funzionato, talvolta no. Forse perché quelli che avrebbero dovuto essere film a luci rosse in realtà altro non erano che scene di panda che si accoppiavano? Immaginate se la pornografia fosse un prodotto simile a un documentario sull’accoppiamento degli umani: avrebbe lo stesso fascino? Sarebbe certamente istruttivo durante la pubertà, ma quanto sarebbe eccitante? Forse se i panda potessero girare film in cui poter rappresentare i loro desideri sessuali, non sarebbero a rischio di estinzione. O forse sarebbero già estinti, e di loro ci resterebbero solo tante Vhs sconce in cui giocano col bambù. Chi lo sa.

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