[Imprimatur] Mille e una storia del porno

Si può scrivere una storia del porno? Come per molti altri fenomeni storici, la risposta può essere positiva o negativa.

Alice Corte
Il Caso S.

Si può scrivere una storia del porno? Come per molti altri fenomeni storici, la risposta può essere positiva o negativa.

Innanzitutto, bisogna definire di quale porno parlare. L’umanità ha prodotto raffigurazioni di atti erotici da quando è nata, volti a stimolare l’immaginazione di uomini e donne, o a documentarne le attività sessuali. Pornografia, letteralmente, significa però “rappresentazione della prostituzione”, dunque un tipo di manifestazione intimamente legata anche a un’economia, quella del commercio del sesso, documentata da tempi immemorabili e regolata da leggi più o meno aperte.

Da quando esistono forme di organizzazione complesse sono esistite dunque, oltre che espressioni fisiche, rappresentazioni più o meno lecite della sessualità, a livello giuridico e a livello sociale.

La pornografia, o meglio le pornografie, si sono quindi sviluppate attraverso i secoli e i luoghi in modalità differenti. A Pompei gli scavi hanno messo in luce affreschi erotici nei lupanari, così come sono famose le illustrazioni giapponesi di uomini con enormi membri. La rappresentazione del fallo, d’altronde, è stata un elemento che ha unito più culture (patriarcali) nel corso dei secoli, dalle falloforie nella Grecia d’età preclassica alle scritte sui muri, banchi e cessi dei giorni nostri.

L’esigenza pornografica sembrerebbe quindi rispondere a stimoli culturali diversi e che vanno modificandosi, ma al tempo stesso si adatta incredibilmente bene a pratiche sessuali e sociali differenti…

Per quanto riguarda il qui e ora, molto sta cambiando. Il porno come lo conosciamo in Occidente si è sviluppato sulla scorta dell’illustrazione settecentesca e ottocentesca, ma si è definito con l’uso di nuove tecnologie: la fotocamera e la cinepresa. Immagini e video in qualche modo sperimentali, si sono andati via via costituendo in un mercato, sotterraneo o alla luce del sole, che ha finito con l’essere maschilista e poco attento alle donne: solo negli anni ‘70 un porno (la cui produzione fu per altro controversa) iniziò a parlare di piacere delle donne. Era quel Gola Profonda, che avrebbe influenzato Annie Sprinkle, nonna del movimento post-porno, che a sua volta si ramifica in mille e uno rivoli e rappresentazioni. Ora il porno si trova a un’altra svolta, che ne sta cambiando molte manifestazioni: la diffusione di tecnologia video per tutte e tutti e la messa in rete con internet hanno infatti reso possibile produrre molta più pornografia al di fuori dei circuiti mainstream.

Ritornando alla domanda iniziale: più che di una storia del porno, ci sarebbe bisogno di una storia delle pornografie: contestualizzate e localizzate in sistemi economici, culturali e sociali ben differenti, così come differenti ne sono le espressioni erotiche.

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