[Imprimatur] Porno al femminile

Ho sentito molto parlare del “porno al femminile”: chissà, magari sarà la svolta.

Federica Luppi
La Piattaforma

Quello che per gli uomini è porno, ovvero corpi nudi che si dimenano sullo schermo di un computer, lo definirei più una attività meccanica indotta con finalità di svuotamento delle gonadi maschili. Sarò una femmina italiota con una sessualità poco originale, ma trovo molto più eccitanti alcune scene de L’ultimo dei Mohicani, alcune pagine di Madame Bovary o una pubblicità di un profumo piuttosto che un filmetto su due coglioni e un pene in erezione che saltellano da una parte all’altra come tre amichetti sui gonfiabili al luna park. Non per niente, in quanto donna, preferisco usare molto di più il termine “erotismo” per definire quelle rappresentazioni che stimolano la mia fantasia.

Ora, la mia vuole essere solo una breve riflessione da profana sulla pornografia, quindi non mi soffermerò su interessanti ma non attinenti indagini storiche o linguistiche (non sia mai!) a proposito del campo semantico del pornografico. È però interessante osservare quanto sia differente l’uso di questo termine in variazione diacronica (per esempio negli anni Cinquanta rispetto a oggi) e in diafasia/diastratia (ovvero l’utilizzo marcato e neo-standard di “porno” al posto di “pornografico” sia per ovvi motivi di economia sia per una vicinanza più chiara all’inglese “porn”).

Sicuramente il porno fa parte del nostro immaginario culturale più di quanto non faccia parte della nostra vita pratica: ne è una dimostrazione il fatto che il numero di film porno da me visti o intravisti in ventidue anni di vita si contino sulle dita delle mani, ciò nonostante mi trovo a riflettere su questo argomento. Le battute, gli scherzi e le goliardate ai quali ogni ragazza con frequentazioni maschili è abituata necessitano spesso di un background teorico che solo un motore di ricerca o una spiegazione ad hoc possono chiarire (“Ma chi ca**o è questa Sasha Grey? Faccia da porca, ok, ma ci deve essere qualcosa di più rispetto al solito… anzi parecchie cose in più”, oppure “Scusate, ma quel video che parlava di due ragazze e una tazza?”), così che inevitabilmente anche le più insospettabili arrivano a sapere di che si tratta quando si parla di perversioni varie (gang bang, pissing, coprofagia, inserimento di oggetti/esseri viventi in luoghi non idonei) e pratiche sessuali inconsuete (feticismi vari, sesso anale, bondage, fisting, spanking, quest’ultimo celebrato dall’adorabile film Secretary).

Insomma, i film porno sono strettamente legati all’immaginario femminile “riflesso”: facendo parte integrante della vita sessuale dei nostri amici, compagni e colleghi uomini, per i quali la masturbazione davanti al pc è, tranne alcune eccezioni, una tappa imprescindibile della routine quotidiana, le donne si ritrovano a confrontarsi con un universo parallelo di immagini oniriche, situazioni irreali, aspettative abnormi, pretese spiazzanti, penetrazioni perfette, peni e tette smisurati, sguardi deliranti e orgasmi iperbolici.

Ho sentito molto parlare del “porno al femminile”: chissà, magari sarà la svolta.

So solo che Cinquanta sfumature di grigio è ancora al top delle classifiche, e dato che non ho ancora avuto il piacere di testare quello che suppongo si rivelerà il solito merd-seller mi baso sulle recensioni che ho letto fin’ora: al pubblico femminile garba molto, a queste lettrici piace lavorare di fantasia, e forse sono le stesse che si arrendono a una vita sessuale di cattiva qualità. Magari riusciranno ad aprire gli occhi e a capire che un orgasmo non è un sogno poi così irrealizzabile.

La maggior parte delle donne si eccita e si masturba da sempre al buio, deduco: il porno non fa per loro.

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1 Comment

  • Ciao! Stai tranquilla, se anche non leggi le le “Cinquanta sfumature” non ti perdi niente: sono più che altro un romanzo Harmony con un po’ di salsa erotica, col porno non hanno nulla a che vedere, almeno a giudicare dalla lettura delle due soporifere paginette che ne son riuscita a sopportare, condite di “oh cara sei meravigliosa”, cravatte arrotolate ai polsi e simili amenità :)

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