Amari – Kilometri

Kilometri è senza nessun dubbio l’album più bello della discografia degli Amari

Riot Maker

Partiamo dalle conclusioni: Kilometri è senza nessun dubbio l’album più bello della discografia degli Amari.

Erano assenti da un bel po’ i tre di Udine – l’ultima apparizione, l’anglofono e fortunato Poweri è datato 2009 – e sinceramente se ne sentiva la mancanza. Un ritorno carico di aspettative per la band che all’alba degli anni zero era riuscita a sintetizzare perfettamente il fenomeno indie con il loro “pop sbagliato” a base di hip-hop, synth e “sghembe” metriche. Una prova, possiamo dirlo tranquillamente, superata con autorità, classe e talento dalla band friulana che mette una seria ipoteca per il titolo di album italiano dell’anno già a gennaio.

Kilometri è maturo, semplicemente e amorevolmente melodico, pop nella sua accezione più nobile ed elevata: un Autobahn – rappresentato stilizzato in copertina, come i maestri sintetici Kraftwerk – che attraversa quarant’anni di popular music nostrana, da Battisti e delle sue due fasi agli 883 dell’amatissimo Pezzali. Un filo tangibile unisce infatti la band friulana e quella del Max nazionale – gli Amari sono stati protagonisti con la cover di Non ci spezziamo del tributo Con Due Deca – tanto da essere eredi morali di quel pop sereno e leggero che ha attraversato due (tre?) generazioni, arrivando immutato ai giorni nostri ed entrando nemmeno troppo subdolamente nel dna di milioni di italiani a suon di uomini ragno e coordinate geografiche.

Nove tracce per nove potenziali singoli: Aspettare, Aspetterò è, come già fatto notare dall’ottimo Gabriele Marino e RS Italia, una nostrana Englishmen in New York essicata e scarnificata, Ti ci voleva la guerra è il fil rouge con la tradizione Amari con synth a gogo e melodia micidiale, Il tempo più importante potrebbe essere uscita tranquillamente dal cilindro dei più ispirati Mogol/Battisti. Magia pura. Chiude l’album Rubato, piccola gemma di freschezza e eterna adolescenza. Ci voleva un disco così agli Amari per poter lanciare il cuore oltre la siepe e potersi affermare con prepotenza nella storia della musica leggera italiana.

Fra trent’anni si ascolterà Kilometri e lo si accosterà ai nomi più luminosi e ai dischi più ispirati della nostra tradizione. Ora è semplicemente un capolavoro.

Instant classic.

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