Asso piglia tutto

Ecco la vera analisi sulle primarie del PD a Modena: Matteo Richetti, mister 9.400 preferenze, è il vincitore assoluto del confronto elettorale

Ecco la vera analisi sulle primarie del PD a Modena: Matteo Richetti, mister 9.400 preferenze, è il vincitore assoluto del confronto elettorale. Braccio destro di Renzi, fa il pieno di voti in una provincia, in una regione, tipicamente fedele alla linea (Bersani), e crea notevole scompiglio all’asset del PD provinciale.

Già, perché Richetti viene eletto e Davide Baruffi, il segretario provinciale del PD, pure lui in lizza per il parlamento, arriva solo terzo, dietro anche all’assessore Vaccari, ed è costretto a dimettersi dal suo incarico. Una terza posizione che vuol dire fuori dal parlamento e dimissioni irrevocabili? Sarebbe troppo disdicevole sia per Baruffi sia per il Partito che rimedia collocando lo sconfitto 26esimo nel listone del porcellum, come se non ci fosse proprio nessun altro, nessun nome autorevole o rappresentativo del territorio, che potesse entrare nella famigerata lista. Di più: Baruffi è solo quattro posizioni dietro all’altra sorpresa di queste primarie, Giuditta Pini.

Richetti infatti non si accontenta di stravolgere la compagine “maschile” del partito, ma guarda pure alle quote rosa: se l’elezione del sottosegretario Maria Cecilia Guerra è in linea con la continuità che Bersani vuol dare al suo esecutivo nel dopo–Monti, tutt’altro lo è quella della 28enne Giuditta Pini, segretaria provinciale dei Giovani Democratici. Pini incassa oltre 7.000 preferenze e scavalca Baruffi grazie anche alle moltissime schede che indicavano i nomi Ricchetti–Pini.

Non si capisce come queste due preferenze espresse in moltissime schede nell’area montana della provincia – anche se Pini ufficiosamente era in tandem con Vaccari – possano conciliarsi tra loro: l’uno renziano, l’altra bersaniana. Come mai due mondi così diversi fino a poco tempo fa, ai tempi della competizione Bersani–Renzi, ora sono così affini? Il popolo delle primarie modenesi sembra aver applicato quindi il concetto della rottamazione, del giovane, del nuovo, piuttosto che l’idea dell’usato sicuro, navigato e referenziato.

Prove di coesione interne al partito, questo è certo: vedremo come la giovane democratica riuscirà a conciliare il suo orientamento politico con l’effetto Renzi, sicuramente il fattore che più di tutti ha contribuito alla sua elezione, e vedremo se Richetti, dopo una tale prova di forza, si accontenterà di sedere in Parlamento o alzerà ancora il tiro, magari puntando a fare il sottosegretario.

Ultima nota di questo bagno democratico: la bassa emiliana, colpita dal terremoto dello scorso maggio, sarà ancora senza rappresentanti. Ci sarà, nel caso il risultato della contesa elettorale premiasse il centrosinistra e scattasse il premio di maggioranza, Manuela Ghizzoni, parlamentare uscente di Carpi, sconfitta alle primarie, ma collocata in una posizione interessante nel listone. E ci sarà probabilmente Davide Baruffi.

Il malumore è affidato alle parole del coordinatore provinciale Paolo Negro: “La richiesta di Modena era di altro tipo, non è stata accolta nonostante il lavoro fatto e, quindi, sarà tutta la rappresentanza parlamentare modenese del PD che si impegnerà per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma”.

Staremo a vedere quali saranno le iniziative in Parlamento, sarà un piacere.

More from pierpaolo salino

Asso piglia tutto

Ecco la vera analisi sulle primarie del PD a Modena: Matteo Richetti,...
Read More

1 Comment

  • Basterebbe solo guardare l’esito delle votazioni e successivamente dare un occhio alla lista dei primi 27… per quanto avrei preferito Manuela Ghizzoni in posizioni più elevate, è stata semplicemente rispettata la classifica data dal numero di voti (Baruffi ne ha presi comunque poco più di 7000).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *