Cave praesidentem

Anche io faccio parte di quei 9 milioni di telespettatori che ieri sera hanno guardato Servizio Pubblico.

Anche io faccio parte di quei 9 milioni di telespettatori che ieri sera hanno guardato Servizio Pubblico. Di più, secondo l’Huffington Post sono il telespettatore-modello di quella trasmissione: maschio, adulto e del Nord, che è un po’ come dire “i suoi hobby sono la musica e lo sport”.

Nessun commentatore ancora si è chiesto a che titolo il presidente del Milan fosse da Santoro ieri sera. Infatti non è candidato alla presidenza del Consiglio, a un mese e mezzo dalle elezioni ancora non si sa chi sarà il candidato di Pdl e Lega. Non è nemmeno il segretario del Pdl, che ha lasciato nelle mani di Alfano. Il presidente ieri sera era in tivù per fare del cinema, per aiutare gli ascolti di La7, per regalare un ottimo argomento di scienza politica a questa campagna elettorale.

Come al solito, ha messo su la faccia di bronzo dei giorni di festa, per tre volte ha descritto la crisi economica secondo il gergo delle meteorine impappinandosi clamorosamente, ogni tanto ha negato l’innegabile, perlopiù ha glissato le critiche dei suoi “boia” mediatici. Certo, ci ha pure svelato particolari sconosciuti di trattative diplomatiche, raccontando le sue provvidenziali telefonate nelle delicatissime questioni internazionali, e sembrava un po’ il Gianni Minà di Fiorello, del tipo “eravamo io, Fidel, Compay Segundo, Paco Peña, Cassius Clay, Adelio Moro, Patrick Juvet, Sheila Easton, Andrade, i Village People, Pietro Gerardo Maiellaro e Mario Martone”.

Pensate che negli scorsi mesi, quando il governo tecnico faceva tutte le brutte cose che i partiti, primo fra tutti il Pdl, hanno votato, lui si adoperava per costruire in giro per il mondo scuole e ospedali per i bambini disagiati. Avrebbe inaugurato i primi quattro a marzo ma, ahimè, deve fare campagna elettorale e quindi ci penserà Bertolaso (Libero).

L’Università della Libertà (condizionale?) invece è un’istituzione pensata per formare la classe dirigente del futuro in giro
per il mondo. Siccome il nostro è un vero liberal e un ultrà della meritocrazia, aveva già nominato personalmente i professori, tutti amici suoi: Chirac, Erdogan, Putin, Bush… peccato che la campagna elettorale abbia congelato anche questo progetto.

Travaglio gli sbatte in faccia i due complotti del quale è rimasto vittima, suggerendogli calorosamente di guardarsi allo specchio per trovare il mandante di tutto il casino. Inutile dire che ogni analisi e sillogismo vengono maltrattati e negati dal presidente con una tale veemenza da sembrare che stia contando balle spaziali, mentre invece ci crede davvero.

Come non rispondere alla chiamata alle armi contro un mai domo Comunismo, più che mai deciso a conquistare il mondo partendo dalla roccaforte cinese? Ancor più all’indomani della citazione di Marx fatta da Juncker a proposito del salario minimo (bestemmia!).

Grazie dunque a Santoro, Annunziata e stampa comunista per regalarci l’ennesima campagna elettorale all’insegna dei valori che contano veramente per noi: gli amici degli amici e la libertà.

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