[Face To Face] Fratelli Detroit

Band di Carbonia arrivata proprio quest’anno all’esordio discografico, I Fratelli Detroit sono tra i gruppi più interessanti dell’intero panorama isolano.

Band di Carbonia arrivata proprio quest’anno all’esordio discografico, I Fratelli Detroit sono tra i gruppi più interessanti dell’intero panorama isolano. Tra un concerto e una prova sono riuscito a intercettare Francesco Peddoni, a.k.a. Tony Detroit, voce e chitarra. Questo è quello che ci siamo detti.

Raccontaci il tuo approccio con la musica. Cosa ascoltavi da ragazzo e come i tuoi gusti si sono evoluti nel corso degli anni.

Beh, il mio inizio è stato dei più classici. Sono partito dai Beatles per arrivare a Frank Zappa con in mezzo un sacco di anni ’60 e ’70 in genere dal progressive alla musica nera. Insomma un bel bagaglio di rock.

Come, e soprattutto quando, nascono I Fratelli Detroit?

I Detroit nascono dalle ceneri di un’altra band carboniese: I MILF. Insieme a Frankie al basso e a Jimmy alla batteria abbiamo tirato su nel 2009 questo trio che possiamo definire Funk and Roll e che basa le sue radici su una potente miscela delle anime più nere di Detroit.

Hey Everybody, il vostro disco d’esordio, è un concentrato di rock, soul e funk. È stato difficile riuscire a far conciliare tutti questi generi tra loro?

In realtà no perché sono tutte cose che avevamo già dentro:  è bastato farle suonare.

Vi siete accasati presso un’etichetta del “continente”, la DEDOLOR RECORDS. Come siete entrati in contatto con Dedo Lorenzi, vostro produttore/manager?

Attraverso un amico in comune, Gianfranco Saba, che ci ha fatti conoscere. Siamo andati nel suo studio e Dedo, dopo averci sentito suonare ha deciso di darci fiducia e produrre il nostro disco. Adesso siamo nel periodo della promozione e stiamo girando per tutta la Sardegna in attesa di qualche data nell’Italia ferma.

Viviamo in una regione martoriata dalla disoccupazione e il nostro Sulcis ha assisito negli ultimi mesi alla definitiva morte dell’industria, settore che negli ultimi quarant’anni ha tenuto a galla centinaia di famiglie, lasciandoci in eredità mostri d’acciaio e un tasso di mortalità per tumori tra i più alti d’Italia. Secondo voi, che siete sostenitori della lotta operaia, quanta responsabilità hanno i politici regionali, locali e sindacati in questa situazione disperata?

È naturale che in una situazione del genere ognuno si debba assumere le proprie responsabilità su quello che è stato. Il sistema si è nutrito del sistema stesso. Portovesme in realtà non è altro che un gigantesco caso di cannibalismo in cui gli interessati hanno finito per divorare e divorarsi a vicenda. La colpa più grande che però si può attribuire a politici, sindacati e ai lavoratori stessi non è l’ingordigia , di per sé antisociale, ma l’ottusità con la quale si rivolgono al futuro senza produrre alternative basate sulla politica e non sul mero interesse.

Come gruppo, avete mai pensato di fare i bagagli e andare a tentare la fortuna altrove?

Beh, la tentazione è forte perché comunque l’isola è una sorta di riserva indiana a uso e consumo dei musicisti. Però a noi piacerebbe considerare la Sardegna come punto di partenza e di ritorno per quanto in effetti la divisione fisica rappresentata dal mare ci penalizzi e non poco, come si potrà ben capire. Lo sbarco in “Continente” inoltre rappresenta l’opportunità di confrontarci con un pubblico diverso e sconosciuto, cosa stimolante e lungamente cercata. Ovvio poi che siamo consapevoli che là fuori c’è un mondo adulto dove si sbaglia da professionisti ma siamo ben pronti ad assumerci questa responsabilità.

Cosa pensi della scena italiana?

I miei riferimenti sono tutti nella musica del passato.

I cinque dischi che vi hanno cambiato la vita.

Tony Detroit:

Sgt Pepper’s Lonely Heart Club Band – The Beatles

Blood Sugar Sex Magic – Red Hot Chili Peppers

Grand Wazoo – Frank Zappa

London Calling –  The Clash

Electric Ladyland –  The Jimi Hendrix Experience

Jimmy Detroit:

Outlandos D’Amour – The Police

Around The Fur – Deftones

Let It Bleed – The Rolling Stones

Revolver – The Beatles

Legend – Bob Marley

Frankie Detroit:

Blood Sugar Sex Magic – Red Hot Chili Peppers


Mezzanine – Massive Attack

Rage Against The Machine – Ratm

The Man with the Horn – Miles Davis

Man with a Movie Camera – Cinematic Orchestra

Photo Credit –  Fabrizio Tedde

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