Il prefetto che deve essere un monito per l’Emilia

È il 2010, un anno dopo il terremoto dell’Aquila.

È il 28 maggio: Giovanna Iurato e Francesco Gratteri parlano della nomina della Iurato a prefetto dell’Aquila.

Iurato: “Eh allora sono arrivata là, (davanti alla casa dello studente, ndr)

[…]

Gratteri: “Ti mettesti a piangere… sicuramente…”

Iurato: “Mi misi a piangere.”

Gratteri: “Ovviamente, non avevo dubbi (ride).”

[…]

Iurato: “Ehhhhhhh (scoppia a ridere) i giornali : ‘le lacrime del Prefetto’.”

 

Chiunque mettesse piede a L’Aquila, dopo il terremoto del 2009, rideva a crepapelle. Rideva l’imprenditore Piscicelli con i suoi amici costruttori e appaltatori al telefono. Rideva Bertolaso, capo della Protezione Civile. Ma si sa, i mafiosi sono senza scrupoli.

A distanza di un anno si continuava a ridere: si versavano lacrime davanti alle telecamere e si rideva in privato. Giovanna Iurato telefona a un suo collega, non proprio un uomo per bene, Francesco Gratteri. Gratteri, proprio lui, proprio il superpoliziotto che verrà condannato a 4 anni di reclusione in via definitiva il 5 luglio 2012 per le violenze perpetrate dalla polizia al G8 di Genova, in particolare per l’irruzione alla scuola Diaz.

Perché vale la pena raccontare una vicenda simile? Perché all’indomani della pubblicazione di questa intercettazione il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ricorda come al suo arrivo il prefetto Iurato era “molto partecipe” tanto da “colpire” il primo cittadino per la sua dedizione alla condizione della città martoriata dalle scosse.

La verità però era un’altra. La verità era, ed è, che la Iurato se la rideva. I pm di Napoli stanno ora indagando sulla vicenda. La prefetta non perfetta sostiene si sia trattato di una reazione nervosa. Ma non è questo il punto per noi.

Questa è una vicenda emblematica per l’Emilia, che deve far riflettere, che deve essere un monito per i nostri amministratori. State attenti e non abbassate mai la guardia, nemmeno davanti a chi dovrebbe essere dalla vostra parte. Perché queste cose accadono.

Ecco la frase del sindaco dell’Aquila, che tutti dovremmo tenere bene in mente:

“La verità è una: mi sto accorgendo, a mano a mano che escono retroscena della vicenda aquilana, che abbiamo avuto tanta gente a lavorare con noi, ma nessuno è entrato fino in fondo in questo dramma.”

 

More from pierpaolo salino

Errani sul deposito Gas di Rivara “Io sono tranquillo, e tu?”

Sulle donazioni rimane l'incognita "I fondi per il terremoto non arrivano tutti...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *