Follow the Women: in bici per la pace

Come unire la forza di un grande ideale alla passione per la mobilità ecosostenibile?

 

Come unire la forza di un grande ideale alla passione per la mobilità ecosostenibile? La risposta sono le cicliste del progetto Follow the Women, le donne che dal 2004 hanno percorso (quasi) ogni anno le sofferenti strade del Medio Oriente che non conosce pace. Loro hanno portato qualche grammo di pace, hanno parlato e ascoltato, hanno affermato con la propria presenza itinerante che la pace è un obiettivo possibile.

Le donne sono pronte a ripartire il prossimo 15 febbraio, abbiamo chiesto ad Antonella Furini, referente del progetto per l’Italia, di raccontarci qualcosa a riguardo.

 


Antonella, come nasce Follow the Women e come cresce nel tempo?

Follow the Women (FTW) nasce da un’idea di Detta Regan, una signora inglese che si occupa di scambi interculturali e per il suo lavoro ha viaggiato molto ed è una profonda conoscitrice dei problemi del Medio Oriente. Detta ha potuto constatare come, non solo nei territori palestinesi ma anche in Libano, Siria e Giordania le persone mostrino sofferenza per la tormentata storia di quei luoghi. E, tradizionalmente, chi parte debole nella società, nelle avversità diventa più facilmente vittima. Conscia del fatto che “al di fuori” si sappia poco, si è chiesta come comunicare al mondo la condizione delle donne in quei Paesi. Così, assecondando la sua passione per la bicicletta, al di là delle aspettative, nel 2004 convoca donne da tutto il mondo, organizza il primo FTW e riesce a portare più di 200 donne in bicicletta sulle strade di Libano, Siria, Giordania e Palestina. Ci saranno poi altri 4 FTW nel 2005, 2007, 2008 e 2009.

Cosa spinge una donna ad affrontare le fatiche e i rischi di un viaggio simile?

Lo scopo è di attirare visibilità mediatica, permettere la conoscenza reciproca di donne del Medio Oriente con quelle del resto del mondo, con la convinzione che la pace può arrivare solo attraverso l’istruzione e l’educazione e le donne in questo hanno un ruolo fondamentale. Devo dire che onestamente non abbiamo mai avvertito il pericolo, e se sei appassionato di bicicletta non è affatto un viaggio faticoso. Al ritorno organizzeremo mostre, servizi fotografici (dall’Italia parte con noi la fotografa Roberta Lotto) e saremo pronte a raccontare la nostra esperienza.

Puoi descriverci l’atmosfera di Follow the Women?

Il clima è di grande festa, l’impatto visivo è enorme, si vede un lungo serpentone colorato snodarsi sulle strade del Libano, della Siria della Giordania fino ai territori palestinesi. L’impatto emotivo è altrettanto grande, le donne non si muovono in bici in quei luoghi. L’evento è sempre stato molto festoso e le persone hanno sempre manifestano il loro apprezzamento. Per ragioni che tutti conosciamo, l’evento FTW 2011 è stato sospeso e tra pochi giorni partiremo per il FTW 2013 che si svolgerà negli Emirati Arabi. Le condizioni saranno certamente diverse, ma avremo modo di confrontarci con le donne arabe e questo per noi è fondamentale!

Qual è la provenienza del gruppo di donne dall’Italia?

Il gruppo è al completo, siamo in 18 da Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. Ci spiace non essere riusciti a coinvolgere donne di altre regioni. Speriamo di diffondere la notizia e di avere altre partecipanti in una prossima edizione. Serve la voglia di pedalare e un po’ di conoscenza dell’inglese!

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