Lettera aperta

Ti sei messo in gioco per dare il tuo contributo alla vita politica di questo Paese e ce l’hai fatta. Ora potrai farlo.

all’onorevole cittadino Vittorio Ferraresi

Ciao Vitto,

Innanzitutto complimenti. Sinceramente. Ti sei messo in gioco per dare il tuo contributo alla vita politica di questo Paese  e ce l’hai fatta. Ora potrai farlo. Ora inizia la parte difficile.

Ci conosciamo da tanto, abbiamo condiviso esperienze e  penso di conoscere la tua serietà.  Voglio pensare che questa dote si possa ritrovare anche nei tuoi colleghi. Per questo sto dalla parte di Carlo Freccero e mi voglio considerare fiducioso. Non voglio temere il nuovo.

Ho simpatia per i temi che da anni Beppe Grillo cerca di diffondere e lo seguo dai suoi albori sul web. Trovo validi buona parte dei punti a 5 stelle.  Mi sono trovato più volte a discutere con persone a cui voglio bene su quella che per me, e ancora una volta spero, è soltanto una questione di forma.  Provo a distinguere la forma dalla sostanza e sento che il modo in cui si pone il primo portavoce del tuo movimento sia una forma discutibile che cerca però di promuovere idee di una forte sostanza. Una sostanza che è innovazione. È questo che fa un movimento: porta temi sul tavolo della discussione. Voi avete fatto il salto, non siete più un movimento, siete a tutti gli effetti un partito e siete chiamati a tramutare le idee in qualcosa di concreto.

Dico siete poiché non ho votato il movimento. Speravo, e mi auguro che questa sia stata l’unica mia speranza vana, che non prendesse troppi voti e che restasse per un po’ all’opposizione, per  – come si suol dire – “farsi le ossa”.  Ora siete il primo partito del Bel Paese. Sì l’Italia è ancora il Bel Paese, nonostante quel trenta percento di suoi elettori che mi limito a definire masochisti.

È per questo Bel Paese che si deve disegnare un futuro e nel quale bisogna risvegliare principi di solidarietà e comunità che voi per primi tirate in ballo quando dite che nessuno deve rimanere indietro. Non voglio, da cittadino, che questi principi vengano soffocati dall’inesperienza. Per questo avrei preferito una formazione parlamentare differente. Ma, come dicevo prima, mi voglio considerare fiducioso. Non sarà facile, ne sono e tutti ne siamo consapevoli.

Non  ho l’arroganza di impartire lezioni e mi limito a scrivere quello che sento in questo momento. Penso che se tu e i tuoi colleghi onorevoli, pardon cittadini, non  dimenticherete questi principi e il perché vi siete mobilitati, ovvero cercare di migliorare il nostro Paese, riuscirete nell’intento. Forse ci state già riuscendo, per lo meno avete mosso qualcosa. Sono fiducioso ma, da cittadino a cittadino, voglio di più. Voglio la certezza di un futuro. Per questo non mi rassegno e continuo a sperare e a volere.

Thomas

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5 Comments

  • ciao thomas! visto che hai votato altrove, sarebbe altrettanto bello sapere cosa pretendi da coloro che hai votato e che spero abbiano passato lo sbarramento. Non ti sembra un po poco democratico pretendere che chi non hai votato adegui la propria forma ad una fantomatica italia giusta? Perché ho il vago sospetto che a forza di chiedere agli altri e non ai PROPRi rappresentanti tanti come te oggi siano molto delusi e arrabbiati, piuttosto che autocritici e costruttivi, come leggo nei toni di molti commenti odierni. É un’occasione unica questa per cambiare poche ma importanti cose, assieme come dice luna malaguti, in un articolo di oggi su mumble.

  • Ciao! Claude io non ho chiesto a nessuno di adeguarsi alla fantomatica Italia Giusta ho chiesto coerenza di intenti e senso di comunità…principi fortemente democratici…e oltre alla democratica rappresentanza non delego e pretendo dagli altri la costruzione di qualcosa di importante. Personalmente lo chiedo alla politica tutta.

  • Mi sento di sottoscrivere quanto scritto da Claude: è da ieri sera che sento lanciare accuse assurde verso le liste grilline e di Ingroia, come se fossero la causa della debacle della sinistra, e aggredire con pesanti post online chi fa critiche costruttive (ma anche i pochi che fanno autocritica vengono azzannati dai rabbiosi sconfitti piddini). E’ troppo semplice cercare sempre alibi, sono almeno 20 anni che si ripetono gli stessi errori, perversamente ripetuti dalla medesima dirigenza che non ha avuto il benchè minimo rinnovamento in tutti questi anni. Paradossalmente, facendo un giro si leggono tantissime autocritiche da simpatizzanti della lista Ingroia, che stanno analizzando i motivi della loro esclusione dal parlamento e gli errori nella loro campagna elettorale. Cosa che il PD sta evitando di fare

  • Luna ha ragione a dire che da queste elezioni bisogna cogliere lo spirito di cambiamento, però non è facile. Il primo partito d’Italia non ha un coordinamento nazionale e non ha una sede se non un dominio creato da una società della galassia Olivetti e intestato a una persona di Modena, forse un prestanome. il marchio è di proprietà di una società di marketing online che paga diversi “influencer” che non fanno altro che trollare, commentare, cliccare eccetera. ora in parlamento c’è una pseudo-sinistra amica di pensionati e dirigenti, un vecchio che deve fare gli interessi delle sue televisioni e un altro signore che lascerà fare ai suoi parlamentari pur di continuare a ricevere traffico sul sito e a vendere pubblicità. uno che possiede materialmente un partito non dovrebbe mettere al primo posto l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, è questione di decenza.

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