[M come Mimosa] Cara mamma

[Silvia Bellodi]

Cara mamma,

è passato troppo tempo dall’ultima volta che ti ho scritto. È appena cominciato marzo sai, tra poco speriamo arrivi anche una mite e dolce primavera, e tra pochissimo sarà anche la nostra festa.

Come quale festa? La festa delle donne!!!

Sì, lo so, tu mi hai sempre insegnato che certe cose non si dovrebbero festeggiare solo quel giorno, ma tutto l’anno. E forse a pensarci bene non avevi tutti i torti… quindi festa della donna tutti i giorni!!!

A proposito di donne. Una mia cara amica mi ha chiesto di contribuire a un progetto proprio a proposito di questa cosa. Spero quindi non ti dispiaccia se quello che scriverò oggi non sarà destinato solo a te! Perché, ecco vedi, quello che succede qui è che la maggior parte delle volte sono proprio le donne quelle che festeggiano altre donne!

Ci sono mille poesie, mille canzoni, mille racconti che parlano di donne più o meno importanti. O magari, mamma, racconti di donne sconosciute a noi, al mondo moderno ma che nella loro piena giovinezza e nel pieno delle loro forze hanno compiuto atti eroici che noi nemmeno possiamo immaginare. Io, mamma, credo che l’otto marzo sia dedicato a loro.

Eroine. Magari sconosciute, ma che hanno fatto cose talmente grandi e importanti che ti danno la possibilità di dire “sono orgogliosa di essere donna”.

Per farti un nome ti dirò Olema Righi. Questa anziana signora si è spenta pochi giorni fa nella sua abitazione di Carpi. Era una partigiana. Per tanti, ai tempi, simbolo della resistenza. Una donna che, quando il 22 aprile del 1945 Carpi venne liberata, scorrazzava per le vie del paese in sella alla sua bicicletta con uno sguardo rude e il fucile sulla spalla, ma in viso aveva un sorriso pieno di gioia e chissa quali emozioni provava in quel momento!

Ho deciso che questo mio otto marzo sarà dedicato a lei, oltre che a te ovviamente!

Se me lo concedi, vorrei chiudere queste poche righe dedicate alla donna con alcuni versi di una delle mille canzoni che ti citavo prima. Una canzone scritta e cantata da una donna che sapeva perfettamente come si trasmettono certe emozioni.

Nel frattempo il mio viso è rigato da due lacrime che non riesco più a trattenere…

Ciao mamma. La grande donna a cui mi ispiro ogni giorno!

Ci fanno compagnia certe lettere d’amore
parole che restano con noi,
e non andiamo via
ma nascondiamo del dolore
che scivola, lo sentiremo poi,
abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia
è una mancata verità che prima o poi succederà
cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po’
è per la voglia di piacere a chi c’è già o potrà arrivare a stare con noi,
siamo così
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro “sì”…

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