[Auguri Pablo!] I can’t

Adoro i Radiohead.

Tanto da acquistare il biglietto del concerto a Lisbona di luglio 2012 e prenotare l’aereo per il Portogallo. E infine non andarci, ma questa è un’altra storia.

Per non arrivare impreparati all’esibizione, con la mia ex si era presa l’abitudine di riascoltare la discografia della band, come sottofondo delle cene casalinghe di inizio estate. Quella sera Pablo Honey accompagnava una deliziosa pasta condita con olive greche e pomodorini.

Ho scaricato l’ultimo episodio di Grey’s Anatomy. Ti va se lo guardiamo assieme? Così mi racconti le scene sanguinose: chiudo gli occhi e non le guardo mai, ma sono poche di solito.

Arti fratturati, mutilazioni, incidenti aerei, improvvisate operazioni chirurgiche incentrate sul conficcare una penna nel petto del paziente.

Sangue. Da quella sera, appena sento la voce di Thom Yorke intonare please forget the words that i just blurted out penso al sangue. Associo Pablo Honey a TANTO sangue.

E come MacBeth, inizio a strofinare compulsivamente il cd cercando di cancellare immaginarie macchie di sangue, con l’unico risultato di aver eretto un totem di copie di Pablo Honey graffiate e inascoltabili, sulla cui cima troneggia l’inutilizzato biglietto del concerto di Lisbona.

Ma questa, appunto, è tutta un’altra storia.

Ascolta il brano

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